Briciole dai piccioni

Gennaio 2017

Alessandro Turati - Briciole dai piccioni

Un estratto dal libro Briciole dai piccioni, pubblicato per Neo. Edizioni


 <<Dovevi vederlo, è diventato viola, stava scoppiando!>> mi dice.
<<Gliel'hai detto davvero?>>
<<Più o meno, mangiavamo pistacchi in giardino>>.
<<Pistacchi?>>
<<Gli uscivano gli occhi dal cranio!>>
<<In che senso?>>
<<Aveva il collo pieno di vene, cazzo!>>
<<D'accordo, ma cosa gli hai detto?>>
<<Se avesse avuto una clava a portata di mano, oppure un machete, ma anche un cucchiaio, per dire, mi avrebbe uccisa!>>
<<Capito, quindi cosa cazzo hai detto?>>
<<Ho fatto un esempio>>.
<<Va bene, ma papà ha capito che sei lesbica?>>
<<Ti spiego: ho preso un foglio e ho disegnato un cerchio>>.
<<Un cerchio?>>
<<Un cerchio, un cerchio>>.

Questa deficiente è mia sorella Sara. Ha vent'anni e porta l'apparecchio. E' scheletrica e ha le scapole alate. E' strabica e ha le gambe storte. Inizialmente le gambe non erano storte, poi a furia di guardarsele si sono storte.

<<Spiegami meglio questa faccenda del cerchio>> le dico.
<<Già>>.
<<Cosa?>>
<<E' uscito di sé, si strappava le orecchie!>>
<<Per un cerchio?>>
<<E' pure caduto!>>
<<E' caduto?>>
<<Sul tavolo di plastica, l'ha rotto a metà!>>
<<Ma che...>>
<<Sono usciti anche i vicini attirati dal baccano, anche Itala la sordomuta, era in vestaglia coi bigodini, ti risulta che abbia comprato un cane?>>
<<Un pastore tedesco, ma un cerchio di che?>>
<<E hai presente l'olandese, quello che viene in villeggiatura d'estate, quello che parla con le piante e coi fiori, quello che confonde i colori in italiano?>>
<<E allora?>>
<<Si è avvicinato anche lui!>>
<<A fare cosa, a vedere un cerchio?>>
<<Un po'>>.
<<Un po' di cosa? Non capisco, puoi essere più chiara?>>
<<CRISTO SANTO UN CERCHIO! NON SAI COS'E' UN CERCHIO?>>
<<Ma...>>
<<UN CERCHIO! UN CERCHIO! UN CERCHIO!>>
<<D'accordo, stai calma, non me ne frega un cazzo...>>

Io non la capisco, io non l'ho mai capita, io la lascio perdere. Ma andiamo con ordine, dal principio.

Il dieci giugno 1980 si sposano i miei genitori. Mia madre in abito bianco e lui in abito scuro. I presenti dicono che va bene, che si sposino pure. Anzi no, non dicono niente ma lo pensano. I testimoni firmano le carte e poi c'è il pranzo. Gli invitati sono centosette. La torta nuziale è di cinque piani e il fotografo imbizzarrisce, tanto è eccitato. Il viaggio di nozze è in Spagna, un tour delle città più importanti. Otto mesi dopo nasco io, con tanti capelli. Peso tre chili e quattro. Nevica.



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