Mappature del Principio Attivo

Febbraio 2017

ceciliagioria - Mappature del Principio Attivo


Il giorno in cui, sdraiata sul pavimento con le palpitazioni,
ho avvicinato a me la macchina fotografca,
l'ho rivolta verso il sofftto ed ho cominciato a scattare,
ho dato vita a quelle che oggi chiamo:
Mappature del Principio Attivo.
Inquadravo i giochi di luce ed ombra,
disegnati dalle fessure della tenda,
che sono stati capaci di farmi dimenticare
che cosa ci facessi lì a terra, tesa ed affaticata.

Mi sono alzata ed ho buttato quella scatoletta bianca e blu.

A quel punto toccava alle mie angosce risorgere,
ma non ero suffcientemente armata per affrontare i miei demoni.

Qualcosa si era spento ed io non sono stata più capace di riaccenderlo.
Sono passati mesi, ho vissuto leggera,
poi qualcosa è cambiato ed ho ricominciato.
L'ambiguità e l'occultamento della propria vera identità
sono strategie messe in scena per tradurre il rapporto tra ciò che io sono
e ciò che è invece altro da come io sento di essere.

Ho gestito autonomamente la mia cura, senza nascondermi dietro ad una paura che cresceva sempre più dentro di me.

L'ho accudita, in quanto parte fondamentale del mio percorso creativo.
Ho rappresentato fotografcamente ciò che per nessuno
era possibile vedere dal mio stesso punto di vista.

Ho intrapreso un'indagine interiore nei luoghi della memoria.

I pensieri hanno preso forma,
sono diventati il racconto di quel momento,
durato dai 10 ai 15 minuti, per me però infnito.
Il corpo è oppresso, la mente viaggia a velocità supersonica, orchestrata da rumori.
Non si può spiegare a parole ciò che accade nella mente di chi pensa di esorcizzare le paure con le medicine del cervello.

Ci si svuota, ci si ferma, ci si ascolta e ci si annulla... o ci si realizza.