Le rockstar non muoiono mai

Settembre 2013

Daniele Pasquini - Le rockstar non muoiono mai

“Ascoltami Joy: io so bene tutto quello che stai provando. Diciamo pure che so tutto di te. Tutto sul tuo successo e su quello che ti capita dentro. So che hai il mondo in pugno ma l’anima è inquieta. So del triplo scotch che bevi prima di andare a letto e so che il testo di Glorify è un copincolla degli sms che ti mandava la tua prima fidanzata a quattordici anni. So che non riesci a scrivere se ci sono delle luci al neon. So che nei prossimi giorni potresti seriamente prendere in considerazione l’offerta che ti ha fatto Julio Ibarra del cartello di Juaréz di rifornirti di bianca purissima a casa quando vorrai senza alcunissimo rischio e a prezzi vantaggiosi. So che piangi spesso. Tranquillo. Non sono della CIA, rilassati. E non ho piazzato telecamere nascoste in nessuno dei tuoi appartamenti. Non sarebbero sufficienti per mettermi al corrente di quello che ti passa per la testa. Tipo che durante l’amplesso non riesci a non pensare di essere a suonare in uno stadio in cui ci sono solo donne nude che hanno un orgasmo simultaneo. Non arrossire e non temere: non sono nemmeno uno che andrà a vendere queste notizie alla stampa. So queste cose perché il mio lavoro è capire quelli come te. Sono semplicemente un professionista di altissimo livello.”


Joy, al secolo Jonathan Young, è la più grande rock star vivente. Ha fama, ricchezza, donne. Forse anche il genio.
Eppure la prospettiva di una fuga lo attrae. Perché non sparire? Perché non fuggire in un luogo irraggiungibile?

Un viaggio guidato nell’immaginario, tra le grandi leggende della musica, per domandarsi se è davvero ipotizzabile, ancora oggi, un distacco dal mondo.

Pubblicata da Intermezzi editore nel 2013, l'opera è disponibile per il download a questo link.