21.01

Settembre 2013

danimus - 21.01

21 Gennaio Furono le ore fatali del mattino, quando ancora la luna sovrasta, ad annunciarmi con un colpo meschino l’inevitabile oblio che ora mi devasta. Giunsi là... dove solo non ero e ti vidi, una lacrima, steso, la seconda; non sorridevi come prima, sincero. Segni evidenti di una divinità iraconda. Mi bloccai, come ghiaccio, con la mente, intento a sorreggere il peso della tua vita. Battevano beffarde le mani della gente nell’ attimo in cui posai la tua salma ricostruita. Ascoltai prediche e letture di un dio avido di giovane vite e mentre il coro intonava il tuo requiem, al dolore, io, senza vergogna cedevo, logoro. Trascorsi le mie ore tra pensieri lordi, in luoghi dove speravo ancora di vederti, ma il vuoto mi spingeva lontano, nei ricordi, dove ormai, da anni, posso solo più trovarti.

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