Colpisci e scappa

Giugno 2017

Doug Johnstone - Colpisci e scappa

Charlie aprì la porta di casa.
- Ho bisogno di bere, cazzo.
Billy sentì sulla schiena la mano di Zoe che lo spingeva avanti. Entrò  in casa. Charlie stava già scendendo verso la cucina del seminterrato. Lo seguirono come due zombie.
Charlie prese tre bicchieri da cocktail e li riempì fino a metà di vodka ghiacciata. Glieli passò.
- Prendete.
Rimasero tutti e tre in piedi attorno al tavolo della colazione. Illuminati solo dai faretti, sembravano intenti a complottare qualcosa. Billy guardò  il liquido nel bicchiere, poi guardò  Charlie, che si era già scolato il suo e se ne stava versando altro.
- Abbiamo fatto la cosa giusta - disse Charlie.
 - Davvero? - Billy era tornato a fissare il suo bicchiere.
Charlie glielo tolse di mano e lo appoggi  sul tavolo. Fece scivolare una sedia dietro al fratello.
- Siediti.
Billy si sedette. Zoe prese la sedia accanto a lui e Charlie quella dall’altro lato del tavolo. I tre bicchieri avevano lasciato dei piccoli segni sul pino consumato.
- Non avevamo altra scelta - disse Charlie. - Non c’era niente che potessimo fare per lui.
- Avremmo dovuto avvertire qualcuno - disse Billy.
Charlie gli prese la mano.
- Guardami. Billy alzò  la testa. Lo sguardo del fratello era freddo. - Cosa sarebbe successo se avessimo chiamato la polizia?
Billy non rispose.
 - Allora, cosa sarebbe successo?
Billy scosse la testa.
 - Saremmo stati arrestati. Etilometro. Test per le droghe. Prigione. Niente lavoro, niente futuro. Fedina penale macchiata a vita. E tu avresti avuto la peggio, visto che eri al volante.
Zoe prese l’altra mano di Billy.
- Charlie ha ragione. Questa cosa non mi piace almeno quanto non piace a te, ma dirlo a qualcuno non avrebbe cambiato nulla.
Con le mani strette in quel modo sembrava stessero facendo una seduta spiritica.
- Pensa alla mamma - disse Charlie.
Il solo sentirla nominare fece sì che Billy si staccasse da loro e prendesse il bicchiere. Il vetro freddo era piacevole a contatto con le mani rovinate dalle punture d’ortica. Buttò  giù la vodka. Un bruciore denso nella gola e nel petto. Erano quasi cinque anni. Un ictus improvviso, non aveva mai più ripreso conoscenza. Lui e Charlie erano ancora due ragazzini ai primi giorni di università e avevano solo l’un l’altro cui aggrapparsi.
- Non metterla in mezzo.
- Voleva essere orgogliosa di noi, e adesso lo sarebbe. Io sono un dottore, tu hai appena trovato un posto come si deve. Vuoi davvero buttare tutto all’aria per uno stupido incidente?
Charlie riempì i bicchieri fino all’orlo. Billy afferrò  il suo e se lo bevve d’un fiato. Poi lo riappoggiò  e fissò  Charlie.
- Credi davvero che la faremo franca?
Charlie rispose al suo sguardo e scrollò  le spalle.
- Perché no?
- Il tassista.
- Quindi?
- Ha visto la macchina.
- Non ci avrà neanche fatto caso. Era solo una macchina parcheggiata a bordo strada, ed era buio. Anche ammesso che abbia notato qualcosa, in città ci sono centinaia di Micra rosse.
Billy scosse la testa. Zoe si allungò  e gli accarezzò  i capelli con dolcezza, sollevandoglieli all’altezza del bozzo sulla tempia.
- Come va la testa? - chiese.
Billy si portò  la mano alla testa e toccò  quella di Zoe, le dita incrociate che giocherellavano accarezzando il bernoccolo. Sembrava gli avessero impiantato un uovo alieno nel cranio.
Charlie aprì il freezer e tir  fuori la vaschetta del ghiaccio. Fece scivolare i cubetti dentro uno strofinaccio, poi lo ripiegò  e lo sbatté contro il piano da lavoro spezzettandoli per bene. Lo richiuse ancora più stretto, lo spinse contro la tempia di Billy e ci mise sopra la sua mano.
- Lascialo lì più che puoi.
Il freddo era fastidioso e gli provocava brividi di dolore che dalla testa scendevano giù lungo tutto il collo. Si rese conto che un lato della faccia era ancora insensibile, cominci  a massaggiarlo e a impastare la carne con la mano libera. Il tutto mentre il prurito dovuto alle punture di ortica lo indolenziva fino al polso.
Zoe gli accarezzò  le spalle.
- Stai bene?
Si scostò  dal suo tocco.
 - Mi fa male il collo - disse cercando di farlo scrocchiare.
- Probabile sia il colpo di frusta - spiegò  Charlie.
Scavò  nelle tasche e tirò  fuori una manciata di blister. Li sparpagliò  sul tavolo e ne scelse uno con la scritta mxl. Spinse fuori due grosse pasticche arancioni e le fece scivolare sul tavolo davanti a Billy.
- Prendile.
 - Cosa sono?
- Antidolorifici.
- Di che tipo?
- Quello buono. Prendile e basta.
Billy le afferrò  e le butto giù con la vodka. Charlie controllò  di nuovo i blister sul tavolo e tir  su quello con scritto “Sonata”. Spinse fuori una mezza dozzina di pillole verde lime, le divise in coppie e le appoggi  davanti a ognuno di loro.
- Queste ci aiuteranno a dormire.
Billy prese le sue e Zoe fece lo stesso. Sentì una fitta farsi strada dalla botta in testa. Guardò  gli altri. Sentiva la mano di Zoe sulla coscia, cercava di essergli vicina. Si ricordò  che anche in macchina lo aveva fatto.
Prese le sue pillole, le mise sulla lingua e le ingoi  con un altro sorso di vodka. Si appoggiò  all’indietro e aspettò  di sentire qualcosa.