Camminando le sue Orme

Agosto 2013

Dumart - Camminando le sue Orme

Non scorderò quando d'ambrosia mi nutriva l'Alba e, con mano fresca le scioglievo il crine... quando in ore rigide - con ritrosìa degli anni acerbi - incerto posavo passi nelle sue orme cesellate sull'ultima neve colata sui sassi ruvidi in Fragìne. Ricordo anche l'urlìo del Maèstro che, frustato il gelso, sbuffava fumo denso, furibondo, dalle gremite bocche dei camini. Ora ne sono certo, non scorderò quel tempo regalato da chi il mio tempo ha invece risparmiato ingurgitando, silenziosa, sale e senza mai sciorinare l'elargito. Per lenire tormenti cercherò tra le rose di marzo quel suo sguardo di madre che mi manca e che non trovo tra i fili d'argento... si! Cercherò il suo sapore in mezzo a rughe tra i rovi, scure, le fragranti more e rimuginando pece - so già - l'annuserò negli angoli di quarzo... in declino.