Terre senza voci

Maggio 2013

Dumart - Terre senza voci

Non serve accartocciarsi per offrire un profilo esiguo al nord quando frusta la bora; e nessuno sa dirci dove appigliarci e in che modo ancorarci assecondando vortici o come torcerci in spirale - nastri di carne appesi all'occhio di voluta -. Secoli di trincee scavate inutilmente a scongiurare l'orrido declino. Ingannati... noi - figli della terra - assassinati nel pianoro del vicino. Quale strada intraprendere ora nudi - le membra sfibrate - noi che la guerra ripudiammo allora? Ossidate le falci scudi - crociati - ed i martelli rotti gli aguzzini son tutti morti. Serve a poco la pace se l'angoscia divora; meglio ribellarsi allora quando la stasi più che in guerra ficca croci in crepe di terre senza voci.

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