ARDERE

Gennaio 2016

ggl - ARDERE

C'era scritto il mio nome
sulla nuvola che portò questa nebbia
poi un sentiero di lucciole
cullò la mia sola mente a tornare
sola
nella sofferenza di solitudine
sola
nel ricordo di una fede primordiale
e mi vedo perfettamente nitida
nel buio di un buco nero
affollato e commovente
carico e spietato
fragile e bellissimo
dolce e tagliente;
ed è come ricamare a mano
una geometria assoluta
all'interno della quale
il difetto divenne canone
e proprio da quel meraviglioso errore
nacquero i più perfetti fili d'edera
a fare da ornamento alla scenografia
più muta
nera
come me,
costante lei nella variazione delle scene,
tu sei il mio buio e il mio rapporto di tensione
senza il quale non esisto più.
Infinitamente grazie lo dico a te
perchè io in fondo sono solo brava a fare le somme
e a godere senza sporcarmi:
ho smesso di mettermi il bavaglino al collo
e posso sfruttare il dolore
e creare godimento
e ci guardiamo negli occhi
e andiamo sempre più su
e non c'è nient'altro da fare
e sfondiamo i limiti dell'intensità
sublimando il desiderio;
ti guardo
mi vedo
e nessuno mi aveva mai permesso
di amarmi così.
Voglio essere un fiume
eternamente in piena
e non esaurirmi mai
la tua perpetua fonte d'energia.
Il mio credo sta in una stanza sola
da quando ho smesso di frammentare le emozioni
perchè a metterle a sistema
non si semplificava più nulla
e ogni tramonto si portavia via tutto con sè.
Adesso è immobile la mia lancetta
la mente vorticosa nello scibile nulla
e i lampioni si spensero tutti nello stesso istante
prima che il primogenito bagliore
bucasse un angolo di oscurità.
L'alba sta per tornare.

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