CONTENITORI UNIVERSA(ti)LI

Gennaio 2016

ggl - CONTENITORI UNIVERSA(ti)LI

Amaro contrariato
contrastante disappunto
acre e pungente
a tratti
sopportabile fastidio
aspra sulla lingua
la sapidità caratterizzante
di sentirsi
vuoto a perdere -
sono una volta e non sarò più
nient altro e tutto quello che ero
in quel cerchio
che si mostra finito
alle volte,
e in cui è facile trovarci ingenui
alle volte,
e giocare sulla ruota
senza riuscire mai a raggiungere:
la limpidezza di un punto zero
l'entropia alla base del focolare
la chiara degenerazione
di un qualsiasi punto di partenza.

Falsa partenza:
e il libero arbitrio
e l'onestà intellettuale
sono bastoni tra le ruote
su strade già dissestate
frutto di disconnessioni eufoniche
e interferenze casuali
e incoscienti contraffazioni
dell'ultimo centimetro di profondità
senza sedimenti
- indesiderati e non.

Inverto la rotta
e metto i remi in barca
e la mia musa è la corrente
e ascolto i flussi che alitano la mia vela,
non è bene essere abitudinari
decostruisco stravolgendo
ma con cautela;
inverto l'ordine
numero al contrario
così passeggio verso il principio.
Manca il segnale ogni tanto
spesso sbaglio strada
perdo anche la direzione cardinale
se capita
ma prima o poi voglio sempre tornare.

Gustoso ritrarsi
ritorcersi
strecciarsi
stirarsi
con piacevolezza,
estrema:
la sua intensità di vita
calda e avvolgente
anche se molto delicata
di sentirsi
vuoto a rendere -
sono ora e per sempre
con estrema ciclicità
nella mia autenticità archetipica
con ciclica mutevolezza
della mia poliedrica forma.
E' un flashback emozionale
che mi ricorda nuovamente
il sentimento di volare.

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