MOSCA CECA

Gennaio 2016

ggl - MOSCA CECA

 

Ti cerco
poi ti perseguo
ti vedo
ma non ti trovo.
Ti sento
a tratti
ma non ti afferro.
Scorri tra le dita
denso fumo
sei
nebbia a cascata
inafferrabile.

Ti cerco
negli spazi bianchi
t'inseguo
nelle stanze
vuote
ti perseguo
nell'inabilità
di rapirti
e poi ti scorgo
lievemente
dolcemente
ti osservo
sull'interlinea
e nel tentativo
ti eseguo.

Ti interpreto
in ogni tua forma
quasi
e cerco
di metterti in atto
disegno progettuale
intrinseco di caos
ma ancora
non ti ho.

Non riesco
perchè impegnata
a cercare
distrattamente
ho dimenticato
di essere
nel tempo
e al di fuori di esso.
Ho lasciato al vento
la mia finitezza
e la mia autenticità.

Solo
nello stesso
momento del tempo
in cui concepisco
il pensiero
razionale
ti vedo
mi guardo:
realizzo che
non posso prenderti
perchè posso solo
esserci
in esecuzione
armonica con me
e con tutte le persone
e con il tempo
reso luogo
di interrogazione
e effrazione
del tempo stesso.
Ora
in esso
io sono
e ti proseguo.

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