Gianluca Comuniello ha paura di quelli che si definiscono con esattezza. Per cui preferisce dire che in trentaquattro anni ha vissuto le seguenti esperienze: ha fatto le scuole dell’obbligo e l’università, e già che c’era anche il liceo. Ha invano desiderato, durante la sua infanzia, un subbuteo, ma ha poi optato per il tennis. Questo sport infatti è bravissimo a guardarlo e si è fatto accreditare come giornalista a Wimbledon, Us Open, Australian Open e Roland Garros. Ha lavorato nella pubblica amministrazione, si è fatto regalare una keffiah dal sindaco di Nablus (ma potrebbe anche essere Ramallah, non ricorda bene). Ha scritto un libro, Cinquanta, e un paio di e-book, collaborando alla creazione di www.okbook.it. Una volta ha visto un ratto grosso come una pecora pascolare su un marciapiede a Santa Croce sull’Arno. Ora vive e lavora a Bruxelles, ma il fatto in sé non è collegato al ratto.

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Luogo: Toscana