Grande Nudo

Dicembre 2016

Gianni Tetti - Grande Nudo

Un estratto dal libro Grande Nudo, pubblicato per Neo. Edizioni


La storia è questa. Un giorno signor Antonello si era messo in testa di rifare il bagno. Perché era vecchio, perché la moglie rompeva i coglioni, perché alla fine anche per lui la vasca era piccola, la doccia perdeva, il cesso puzzava e così via. E allora ha chiamato un paio di amici muratori per sistemare tutto. Gli amici hanno sistemato e poi hanno chiamato un tipo a mettere le piastrelle nuove. Le piastrelle erano verde acqua e le aveva scelte la moglie di signor Antonello. La moglie di signor Antonello si chiama Agostina e fa le pulizie. Prende otto euro l’ora, lavora per tre signore e due condomini. Comunque il piastrellista che faceva il bagno era bravo, costava poco ed era senegalese. E quel piastrellista bravo e senegalese stava facendo un lavoro a regola d’arte. Signor Antonello passava tutto il tempo a controllarlo. Fumava e guardava. Guardava e dava consigli. Cose tipo: non lasciare disordine, stucca quello, attacca bene quell’altro, attento al ferro, addrizza quello, eccetera. E il piastrellista senegalese faceva così: alzava lo sguardo, sorrideva e diceva sì. Se fossero tutti come te i negri, vi farei entrare tutti quanti in Italia. Ma non è così. Gli amici tuoi sono gente che non ha voglia di fare un cazzo, questa è la verità. E il piastrellista senegalese piastrellava, alzava lo sguardo, sorrideva e diceva sì. Le piastrelle erano messe bene e il bagno stava diventando verde acqua. 

È successo che un giorno il piastrellista senegalese è uscito con la figlia di signor Antonello. La figlia di signor Antonello si chiama Carla, come la nonna. Il piastrellista senegalese si chiama Mor ma tutti lo chiamano Mario. Si sono visti, hanno chiacchierato e sono andati a bere una cosa insieme. 

Sono usciti insieme e chissà cosa hanno fatto perché Carla è giovane, bella e ha tanta voglia di vivere e quello è un senegalese e i senegalesi si sa. Questo è quello che ha detto Tino la carrucola al bar. E quando l’ha detto muoveva le mani per far capire meglio quanto era lungo il cazzo del senegalese. Muoveva le mani e rideva. Rideva lui, rideva Gianfranco, ridevano anche quei tossici che ci sono lì. Pure i cinesi del videopoker stavano ridendo e anche il pakistano. Pure il pakistano si è messo a ridere. Guardava sempre Gianfranco per capire se poteva ridere e siccome Gianfranco si stava pisciando dalle risate, allora anche lui rideva di brutto. A signor Antonello tutto questo ridere non è piaciuto. 

Il giorno dopo quel negro stava piastrellando il bagno dalla mattina presto alle otto. Mancava poco a finire il bagno, mezza giornata di lavoro al massimo. Mario lavorava bene ed era contento perché a fine lavoro sarebbe stato pagato. Signor Antonello è entrato, ha spento la sigaretta sfregandola bene su una piastrella appena messa. La sigaretta è caduta a terra e signor Antonello si è girato verso Mario. Questo è quello che gli ha detto: insomma Mario, l’abbiamo capito che sei uno che ha voglia di fare. Gli ha detto così. Il senegalese ha alzato la testa, ha sorriso e stava per dire sì, ma signor Antonello gli ha tirato una bastonata in faccia. 

Il piastrellista senegalese è caduto a terra e signor Antonello gli ha dato un’altra bastonata alla schiena. 

Mario si stava alzando, aveva la faccia piena di sangue ma ha preso un’altra bastonata sulla nuca. 

Il sangue cadeva per terra a gocce grosse. Signor Antonello ha guardato il sangue, poi ha guardato la faccia pesta di Mario. E gli ha mollato un’altra bastonata proprio in fronte. 

Mario è caduto indietro, si è sbattuto al muro e signor Antonello gli ha dato una bastonata sul muso e poi un’altra sempre sul muso. 

La smetti di ridere adesso? Signor Antonello ha detto così. Il bastone era pieno di sangue. Mario aveva l’occhio gonfio, il muso pesto, il naso aperto. Il sangue gli scendeva sul collo dall’orecchio e dalla nuca. La maglietta bianca di Mario diventava rossa. 

Signor Antonello gli ha dato un’altra bastonata. E un’altra. Mario non si lamentava nemmeno. Si sentiva il suo respiro affannato e il rumore dei colpi di bastone.

Alla fine signor Antonello è passato al bar e ha offerto da bere a tutti. Rideva. Ha detto anche al pakistano di bere un bicchiere. Il pakistano ha detto no, grazie. E signor Antonello gli ha detto bevi negro sennò le prendi anche tu stamattina. Gianfranco ha guardato il pakistano e gli ha messo mezzo bicchiere di birra. Il pakistano ha fatto finta di bere e gli altri che erano lì hanno fatto un brindisi alla salute di signor Antonello. Signor Antonello ha detto salute e ha bevuto. E questo è quello che ha pensato: adesso vediamo chi ride.



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