La storia di Griselda Masalagiken inizia nella comunità portoghese di Glendora, California. Settimo figlio di una coppia hippie di Goa, dai genitori impara a suonare il sitar, dai ragazzi del vicinato il berimbao, e alla chiesa cattolica del quartiere gli insegnano la chitarra. Un giorno lo scoprono a rubare dalla collezione di dischi del parroco italiano, e da allora non è più il caso di presentarsi per servire messa. Invece scopre Celentano, i Ribelli e Gino Paoli, ma la sua ossessione è soprattutto cantare come Buscaglione. Il fatto è che Griselda non sa l’italiano. Un vecchio barbiere siciliano di Bunker Hill gli dice come fare. Farsi trovare da solo a Topanga Beach, con la sua chitarra e nient’altro, a mezzanotte di una notte senza luna. Il ragazzino Griselda, per la prima volta nella sua vita, controlla le fasi lunari, e appena la falce si è assottigliata abbastanza da non vedersi più, eccolo seduto a strimpellare sul bagnasciuga, illuminato solamente dai fari accesi di qualche automobile che passa sulla Pacific Coast Hwy. Si alza il vento e Griselda è ancora lì che aspetta. Dall’oscurità si materializza una piccola barca di legno che si avvicina alla spiaggia. Ai remi, un uomo vestito di nero, barba disordinata e occhi piccoli e sfuggenti. Tranquilli, non è un emissario di nessuna etichetta major. Griselda è spaventato, ma appena invitato a salire a bordo, obbedisce. Quello che è successo è poco chiaro, ma fatto sta che all’alba del giorno dopo è iniziata la sua carriera di cantautore italiano. Oggi, Griselda vive a West L.A. ma compone un po’ dappertutto, di preferenza in macchina, parcheggiato sul lungomare di Venice Beach.

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Luogo: Estero