Il sale

Giugno 2016

Jean-Baptiste Del Amo   - Il sale

Un estratto dal libro Il sale, in uscita per pubblicato per NEO. Edizioni.

Aveva sognato che erano tutti a tavola in una cucina. Non era certamente la loro, ma era conosciuta. Armand discuteva con i ragazzi. Lei non vedeva i loro visi, e non avrebbe saputo definirne l’età. Louise non sentiva le parole di Armand distintamente; era contrariata di questo e si convinceva che parlasse di lei, criticando il cibo o lo stato della casa.

Poi si rendeva conto dello sciabordare dei propri passi, mentre camminava dal tavolo al lavello. Louise abbassava lo sguardo e vedeva una pozza d’acqua allargarsi sotto la tavola, sul pavimento, senza che nessuno se ne curasse. Armand continuava a borbottare cose incomprensibili e i bambini restavano immobili e accigliati. L’acqua non smetteva di salire e le arrivava presto alle caviglie. Louise pregava i ragazzi di reagire, di dirle cosa stesse succedendo, ma nessuno si degnava di rispondere. Tutti fissavano Armand, pietrificati.

Si ricordò della paura implacabile all’idea che quell’acqua – che non smetteva di salire – stesse minacciando la tavola, il pasto e la famiglia. Nell’indifferenza di tutti, Louise cercava l’origine di quella perdita, e scopriva stupefatta che l’acqua sgorgava da Armand. Colava dalle gambe dei suoi pantaloni, dal collo e dalle maniche della camicia, dalle sue labbra di cui non riusciva, però, a distinguere i movimenti. Poi, come a volte avviene nei sogni, prese coscienza dell’assurdità della scena: doveva svegliarsi. Armand era morto, lui e i suoi figli non potevano essere riuniti a tavola.

Quella cucina l’aveva creata lei, da cima a fondo. L’acqua che raggiungeva le sue ginocchia era priva di consistenza. Ecco il sogno da cui Louise riuscì a riemergere diverse volte, la notte che precedette la cena. Si svegliò nell’umidità delle lenzuola, poi ripiombò in un sonno approssimativo.

 

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