Il laureato

Gennaio 2013

leo23 - Il laureato

Il piccolo monolocale contiene più gente di quella che può realmente ospitare. Marco ha perso il conto delle persone che stanno riempiendo casa sua. Non gli importa. Oggi ha una corona di alloro in testa ed è brillo. “Dottoreee, Dottoreee, Dottoreee del buco del cul, vaffacul, vaffancul” questo è quello che i suoi amici gli cantano, tra una bevuta e l’altra, per ricordargli che oggi è il suo giorno di laurea e questa è la sua festa. Lui sorride, non capisce, ha in mano una bottiglia di rum riserva. “Dottoreee, Dottoreee, Dottoreee del buco del cul, vaffacul, vaffancul” continuano i suoi amici senza sosta. Non gli importa. Basta esami, basta professori sottopagati e scontrosi, basta con le vecchie bidelle, con i libri comprati usati per spendere meno, con la tensione pre-esame, con le telefonate ai genitori per dire che non è passato, sì perchè con un 18 se ne fotteva di chiamare casa, un po’ come se quel numero potesse giustificare i soldi che mamma e papà gli hanno mandano. Basta con la sua vita da studente, domani niente università e neanche dopo domani, questa sera si sbronza. “Dottoreee, Dottoreee, Dottoreee” intonano di nuovo. “ZITTI!!!” grida Marco. Nella casa si fa silenzio, tutti si guardano in giro fissando il ragazzo che rimane zitto. Poi di colpo nel silenzio si sente il campanello di casa: DIN DON, DIN DON, DIN DON. “Il campanello – dice Marco – Aprite!” e continua a farsi i fatti suoi con la bottiglia di rum. “Marco, è il tuo vicino” gli grida un amico. Il ragazzo si alza e raggiunge a fatica la porta di ingresso. Davanti a lui si presenta Bonsini, il suo vicino. E’ in vestaglia, ciabatte e sotto si intravvede un pigiana. “Sei tu quello che si è laureato ?” chiede il signore. “Sì, mi scusi per casino, sa mi hanno fatto una sorpresa alcuni amici”. “No, ma figurati – risponde cordialmente il signore assonnato- Io ho 60 anni, ma capisco perfettamente quello che si prova”. A Marco sembra quasi surreale, sta parlando sulla porta di casa con il suo vicino, il giorno della festa della sua laurea, ed è ubriaco. “In cosa ti sei laureato?” “Ingegneria informatica” “E sei pronto per il lavoro? No perchè sai voi neo laureati avreste proprio bisogno di un bel discorsetto da uno che lavora da un po’, da uno con un po’ d’esperienza. Sai anche io ho una laurea in ingegneria, certo non sono un informatico, ma so’ benissimo come ti senti”. “E come mi sento ?” chiede il ragazzo. “Ti senti leggero – gli risponde il signore – Ti senti libero dagli esami, dai professori che non rimorchiano e che ti bocciano all’esame, sei felice che non dovrai più rientrare in quel posto o giustificare i soldi da chiedere a mamma e papà. Ma ti sbagli, eccome se ti sbagli”. “A mi sbaglio ?” “Certo, perchè dopo questa seratina di festa, dove stai tenendo sveglio tutto il palazzo, devi iniziare veramente a farti il culo. Scusa se sono scurrile, ma penso che tu sia grande ormai. E’ rum quello ?” gli chiede fissando con il dito la bottiglia che Marco tiene in mano. “Sì” “Me ne dai un sorso ?” Il ragazzo gli porge la bottiglia, il signore pulisce il collo con il bavero dell’accappatoio e poi fa un sorso.. “Dov’ero rimasto ?” “Al culo” “Ah, sì. Devi farti veramente il culo, perchè prima chiamavi mamma e papà e ti facevi mandare i soldi per comprare il libro. Niente cazzate, avevi bisogno di 100 euro per il libro? Gliene chiedevi 200 e te ne mandavano 250, ma ora cosa chiedi ? Ora hai finito, ora devi trovarti un lavoro, ora sei tu che devi mandargli i soldi. Magari sei uno di quelli che si fanno regalare un bel viaggio perchè ti sei laureato ?" Il vicino ride sguaiatamente, tanto che tutti gli invitati si girano verso l'ingresso di casa. "Un viaggio… – continua ridacchiando – Che cosa ironica, ti hanno pagato gli studi e ora che hai finito ti devo pagare anche un viaggio premio. Guarda che sei tu che dovresti pagare un viaggio a loro, anzi un bel po' di viaggi" Il ragazzo abbassa la testa, e con lui molti della festa, alcuni che il viaggio di laurea se lo sono già bruciati prima di mettersi la corona d'alloro. "Sì, ragazzi – dice il signore rivolgendosi a tutti – Da domani il vostro amico deve lavorare, deve iniziare a studiare veramente per il lavoro, e lì non ci sono lauree o master, lì ci siete solo voi e la vostra intelligenza. Quindi fate bene a festeggiare, bravi, perchè da domani Marco è nell'arena con gli squali, le bestie, i macellai; da domani il vostro amico diventa grande e non ha più scuse per non fare un cazzo". Il ragazzo quasi si irrita nel sentire quelle parole. "Be non diventeremo tutti vecchi rompi cazzo come lei" forse è colpa del rum, forse è quello che pensa veramente, in ogni caso queste le parole che escono dalla bocca di Marco nei confronti del suo vicino. "Hai ragione – gli risponde – Non diventerete tutti dei vecchi dirigenti come me, no non tutti. Molti di voi si perderanno per strada, alcuni si perderanno perchè il loro capo gli dirà la strada sbagliata, altri perchè la cordata che hanno preso romperà, ma sappiate che romperà solo per i servi, i signori non cadono mai. Sorridono si danno pacche sulle spalle e si perdonano a vicenda. Veramente, con tutto il cuore, vi auguro di diventare quello che vorrete, ma preparatevi perchè i posti sono pochi e non tutti posso arrivare in alto; affilate le unghie, preparatevi a mangiare la carne dei vostri avversari, a fare colpi bassi, a viaggiare, a non avere il tempo per vostra famiglia, a un divorzio, a una serata insonne perchè il vostro vicino si è laureato, a tornarvene a letto con la speranza che le vostre parole possano essere servite per far sì che uno, almeno uno, ci ragioni". Ha ancora la bottiglia in mano, fa un altro sorso e poi la ridà al ragazzo. "Grazie, ottimo rum" e con queste parole si congeda dalla giovane compagnia rientrando nell'appartamento vicino. Nessun suono, nessun coro, niente, la festa di laurea era ufficialmente finita.

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