Il nuovo supermarket

Gennaio 2013

leo23 - Il nuovo supermarket

E’ sera, la nebbia si cala sulle strade, alcuni dicono che siano nuvole, altri parlando di gas di scarico. La famiglia Verzulli è nella sua casa, in un piccolo paesino del varesotto. Adelma, la mamma, sta cucinando; Ivano, il papà, si sta lamentando davanti al telegiornale, non ascolta neanche, accende e si lamenta ;Alessandro, il figlio, ha 4 anni e a lui gli frega solo dei Robot, dei Draghi e del Milan. “E’ pronto” chiama mamma. Ivano spegne la tv. Alessandro abbandona i suoi Robot sul divano, ma ha l’accortezza di farli sedere uno vicino all’altro. “Vado a mangiare, poi torno” gli dice e loro rimangono a guardarlo, appoggiati l’uno all’altro. I piatti sono caldi, la mamma ha preparato un buon risotto coi funghi. Durante il pranzo si raccontano la giornata. Adelma racconta della spesa al super, Ivano si lamenta dei treni e Alessandro, be lui mangia e risponde “Si” o “No” alle domande dei genitori. “Papà, ti devo dire una cosa – dice Alessandro – Mi racconti la storia papà?” “Mi devi CHIEDERE una cosa, non DIRE una cosa. Capito? Comunque se finisci tutto e metti via i tuoi giochi ti racconto la storia, ma voglio vedere il piatto pulito. Capito?”. “Sì papà” Alessandro finisce il piatto, rimangono solo pochi chicci di riso sparsi, ma quelli non contanto, lo alza come un trofeo e la famiglia lo applaude, come un vincitore. Ivano riaccende la tv e mentre il piccolo mette via i suoi giochi, che nel frattempo hanno avuto l’accortezza di aspettarlo, più o meno seduti, sul divano, la mamma sta lavando i piatti in cucina. “Fatto papà, ho messo via i giochi” “Va bene, allora quando vai a letto ti racconto la storia. Adesso stai un po’ su a digerire” e insieme si mettono davanti alla tv. Adelma li raggiunge, si toglie le ciabatte e mette i piedi sullo sgabello. Sta per iniziare un film e il piccolo Alessandro fa fatica a tenere aperti gli occhi. Ivano lo prende in braccio e lo porta nel suo lettino. Il bimbo crolla tra le braccia del papà, Ivano lo mette sotto le coperte e se ne sta per andare . “E’ la storia?” chiede il piccolo Alessandro con un occhio aperto e l’altro semi. “Ahhh, va bene. Che storia vuoi?” “Quella dei carrelli” “Va bene. Era dicembre quando venne inaugurato il nuovo supermarket di Baramate. Un supermarket enorme, vendevano di tutto, dai pasticcini freschi alle gomme per auto. Nella zona non avevano mai visto nulla del genere. I primi mesi tutta la zona, quindi il paese di Baramate e tutti quelli vicino, erano contenti di quel gran supermarket. Pensa che alcuni venivano anche dalla città per comprare le cose lì. ‘E’ più buono, più genuino’ dicevano. Ed era vero. Ma un giorno arrivarono i marocchini” Il bambino ebbe un sussulto e riaprì gli occhi. “All’inizio provavano a vendere calze, accendini, borse. Poi iniziarono col seguire le persone per farsi dare il carrello, riportarlo e prendersi i 2 euro della macchinetta. Pensa che alcuni smisero di andare a quel supermarket perchè avevano paura, non volevano essere seguiti e addirittura i dipendenti si accompagnavano a vicenda alle macchine, per non far la strada nel parcheggio da soli. Un giorno arrivò l’Umberto, un giovane padre di famiglia che si era appena trasferito da quelle parti. Andò a fare la spesa e invece di mettere i 2 euro nel carrello mise una moneta di plastica. Quando uscì, un marocchino che stava comodamente seduto, iniziò a seguirlo. L’Umberto arrivò alla macchina, mise i sacchetti dentro e fece segno al marocchino di prendersi il carrello. Lo sfaticato non sapeva che dentro c’era la moneta di plastica, ed era convinto di essersi guadagnato anche oggi i suoi bei 2 euro senza far nulla. Quindi prese il carrello e lo riporto indietro, ma quando scoprì che era rimasto fregato, l’Umberto era già lontano. Allora decise di fregare qualcun’altro. Rimise la moneta nel carrello e offrì il carrello bello pronto ad una famiglia che stava arrivando in quel momento. Questi, che sono onesti, lo ringrazziarono tanto e gli diedero i 2 euro in cambio. Il marocchino sapeva che sarebbero andati a far la spesa e, una volta usciti, avrebbero scoperto che lui gli aveva fregati. Allora decise di scappare e di non farsi più vedere da quelle parti. La famiglia uscì dal super, un altro scansafatiche li seguì nel parcheggio e la signora, una volta scaricata la spesa, gli lasciò il carrello. Lo scansafatiche scoprì che la signora gli aveva lasciato il carrello con la moneta di plastica, ma lei era già andata. Allora fece la stessa cosa che aveva fatto il suo amico poco prima, fregando una signorina che aveva appena parcheggiato, la quale, onesta, gli diede i 2 euro in cambio. Ma anche lui si sentiva in colpa per quello che aveva fatto, e se ne andò. Alla fine tutti i marocchini avevano avuto il carrello con la moneta di plastica e tutti, a turno, avevano fregato altre persone oneste, e tutti si erano sentiti in colpa decidendo di andarse. Il supermarket torno al suo splendore e vissero tutti felici e contenti”. “Ma dov’è la moneta di plastica ora?” chiede Alessandro, ha gli occhi chiuso e parla con un filo di voce. Ivano si mette una mano in tasca, tira fuori una moneta di plastica rossa e l’appoggia sul comodino del bambino.

Consigliati

Evento
IL BATTITO OSCURO DEL MONDO LUCA QUARIN
venerdì 5 maggio - TORINO, Libreria Pantaleon, Via G.Grassi 14