Le notti degli angeli

Aprile 2018

LuisellaCeretta - Le notti degli angeli

Nella Torino del terzo millennio chi sono gli angeli? Sono “nomi sconfessati, coperti da uno strato di fondotinta, negazione di un sesso rifiutato, cresciuto per caso in un corpo estraneo”. E sono le vittime di un killer che, con precisione chirurgica, mutila le sue vittime e scompare senza lasciare tracce. Sono angeli che sopravvivono prostituendosi: Marta/Antonio, Jessica/Alberto, Sabrina/Claudio.

A seguire le indagini un ispettore di polizia, Luigi Fabris, con la passione per il free climbing e una jeep sulla via della rottamazione. Trovare l’assassino degli angeli è il suo primo caso di difficile soluzione, dove l’indagine si amalgama al coinvolgimento emotivo, mettendone a dura prova l’integrità professionale.

Intorno all’ispettore gravitano i personaggi della sua squadra: il commissario Valenti, il suo capo appassionato di viaggi in villaggi turistici e di balli latino-americani; gli agenti della sua scorta (Turris, alle prese con un romanzo che non trova una fine ed eternamente fidanzato con Luisa;  Galli, che non sorride mai; Mucci, l’unico agente (forse) normale e Pomicini, un metro e ottanta  di donna dalla celata femminilità). E nel mondo di Fabris arrivano anche Youssouf, un ragazzino marocchino; Gloria, un’amica delle vittime (il cui nome anagrafico è Mario); Eva, la patologa dagli occhi di ghiaccio e dal passato oscuro collegato a una data nefasta; Ferraro, il capo di Eva che ha con lei un rapporto professionale conflittuale.

Una vendetta che parte dal passato e trova nel presente un tragico epilogo. Ma dove il presente rappresenta anche la soluzione di un’altra indagine, all’apparenza minore, di sfondo, che cambierà la vita al piccolo Youssouf, il cui sogno è studiare per diventare poliziotto, come il suo amico Turris e come quelli della tivù.

La narrazione si alterna tra il punto di vista soggettivo dell’ispettore Fabris alla distaccata terza persona. Torino fa da sfondo all’indagine, una Torino prevalentemente notturna, dove gli angeli non riescono a nascondersi e a sfuggire al loro tragico e inaspettato destino.


Sembra così buia la strada questa notte.

Ettore, vieni presto, per favore!

Gira l’angolo. Che silenzio. Un silenzio particolare anche per lei che ne è regina. Un respiro? Si volta. Nessuno. Scherzi della stanchezza e dell’immaginazione.

Ettore, ti prego, compari subito…

C’è qualcuno dietro. 

Sabrina lo sente respirare. Ettore.

Si volta. Non è lui. 

Un colpo deciso. Sabrina non ha il tempo di comprendere, di reagire. E anche se l’avesse non potrebbe neppure urlare. Sente il laccio stringere sempre più forte il collo, penetrare nella carne. Cade a terra, debole, bagnata di sangue, non può più muoversi. Non sente più nulla. 

Forse sta andando al gala. Può anche cantare.

Ma non per Ettore.