Events Show atto XV : "Prossimamente al cinema"

Maggio 2015

Piero Passaro - Events Show atto XV : "Prossimamente al cinema"

"L'ultimo anno sta per cominciare. No, è già cominciato. Le freddure estive sono quasi ormai estinte nel nostro gruppo. Silvia ricomincia a vedersi con le altre,senza problemi, senza pudore...Ma infondo non mi interessa più di tanto. A lavoro mi piace pensare di essere un veterano, uno di coloro che porta il "quinto stemma" e nel mio caso, addirittura sei. Martedì andrò a fare i preparativi per avere tutti gli occorrenti ...devo ancora ricordarmi di passare da Marck per farmi restituire quella camicia rossa...merda..quando gliela prestai? Ormai sarà passato almeno un anno. Se non ricordo male mi disse che lui ,la sera che la indossò, si trovava a Villa Peyrano per una festa con i suoi ex colleghi. A giudicare dalle spoglie foto che ho visto sul social network , gli ho fatto fare un figurone. Più tardi passerò da lui e se non mi restituirà ciò che è mio,non sarà piacevole come confronto (a dire la verità penso che troverò una qualche frivolezza di cui spettegolare per passare da lui, del resto fare tanto rumore per una camicia rossa targata Zara non vale la pena).

Giovedì passerò anche da Antony per cercare di farle capire che non ho bisogno delle sue maledette lezioni per cavarmela ma non voglio essere troppo scontroso,potrei sembrare un pidocchio del cazzo a volerle dire che non voglio andare alle sue lezioni per quei quattro quattrini. Penso che prima o dopo accetterò l'invito di  Clare ...nonostante sia una gran stronza rimane anche una corpoduro ; le farò fare la parte dell'insistente ancora un po' e poi credo che le concederò qualcosa.

Camminando per le strade c'è molto freddo ultimamente , oltre molta solitudine e qualcos'altro ; l'indefinibile regna su questa senzazione di estraneità. Mentre percorro la strada della mia destinazione le immagini mi riafforano alla mente : sconnesse,cicliche e aleatorie. Mi sento pervaso da una sorta di senso nostalgico legato ad ogni evento che sia mai accaduto su quelle strade. C'è freddo, e l'insegna del Doner  lampeggia. Mentre cammino con il mio lungo cappotto e i guanti in pelle osservo la gentaccia ancorata ai piccoli bar lungo il lato della strada. Un odio e un'imperturbabile ira mi scindono l'andatura ; sento un'esplosione formicolante nelle mani e nelle arterie quando quei finocchi squallidi mi osservano camminare. Nemmeno una melodia dolce e rilassante come Dance With The Evil dei Breakin Benjamin può calmarmi. Quando finalmente riesco a immaginare nitidamente un ghetto dove gettare quella inutile massa di bastardi , e il nuovo ordine mondiale che Giorgie(*1) ci ha promesso , mi ritrovo davanti al Blockbuster. Ho fatto parecchia strada sulle note dei Cure e dei Pink Floyd. Giunto fin qui tuttavia non esito, del resto non devo restituire alcuna videocassetta per fortuna! (*2)

Devo ricordarmi anche di vedere quei vecchi film in bianco e nero che mi avevano suggerito (quali film,chi me li aveva suggeriti ,e perchè dovessi guardarli penso sia tutto frutto della mia mente). Inizierò a fare meno esercizi, il mio corpo ha la tonicità massima ma poca resistenza. Raddoppierò i miei sforzi quando vado a correre. Cercherò di accordarmi con Sleivs per massimizzare le nostre corse e i nostri vantaggi.

 

<<O è forse la più autentica forma di filantropia magari un po’ maniacale , che possa avvertire? E’ questa una necessità di avere a che fare con la gente?

Possibile che il mio hobby sia quello di studiare i comportamenti degl’altri ? Quando sono con me, quando sono soli, quando sono innamorati, quando sono accecati dalla rabbia,quando parlano con altre persone a loro volta , quando piangono e quando ridono. Vedere che cosa fa lui/lei rispetto a lei/lui , ecco.  

Catalogare tutti i caratteri infiniti delle persone che vivono … anche molto lontano da me magari. Essere parte integrante delle loro amicizie, delle loro storie e dei loro amori. E’ quindi definibile con il successivo termine questa ossessione per gli altri? Filantropia? Il bisogno che mi sorridano tutti, che tutti siano con me ( e nella mia testa magari anche PER me) . Non ci sono sentimenti veri, c’è solo una sorta di bisogno. Tutti i sentimenti partono da questo senso di bisogno. Se non stringo la mano a quella persona, non mi arricchirò mai di questa esperienza,e di conseguenza non progredirò mai nel mio avanzamento della crescita allontanandomi gradualmente dalla possibilità di comprendere meglio la gente. Non c’è quindi differenza tra un tuffatore non professionista che si butta in un oceano senza fine e me. Accettando dal fare tutto con tutti perdo la cognizione di ciò che è giusto o sbagliato. Giusto o sbagliato che sia ,io lo farò. Questo mi porterà quindi a non essere : non qualcosa o qualcuno , a non essere indefinitamente . Una continua evoluzione o involuzione , un continuo cambio di bandiera ma non tra i più classici dei lati (bene e male) , tra tutte le possibilità del dominio dell’infinito (persone) . L’unica bandiera che posso sventolare è neutrale , l’unico vero sentimento che posso sentire è sicuramente inespressivo , l’unica ragione di vita che posso avere sono tante vite. Nessun sbilanciamento (molto rari questi), e nessuna perdita di ruoli. 

* Considera tutto

* Accetta il possibile

* Rifiuta il nulla

PROSSIMAMENTE AL CINEMA>>

E’ strano. Su quella locandina del President c’era una sola immagine, senza testi. Il resto devo averlo letto da qualche parte. Sono quasi le 21.00 e fuori c’è freddo. Penso che prima o poi mi deciderò a proseguire verso casa.

Molti dicono che per esprimere un giudizio su una persona occorre conoscere quest’ultima molto bene. Ma prima del conoscere ci sono tanti altri gradini che occorre scalare per giungere a questa condizione.

Uno di questi gradini importanti è sicuramente lo sguardo. Quando gli occhi si incrociano , le persone si proiettano la propria essenza l’un l’altro. Se c’è qualcosa che si può comprendere quando qualcuno ti guarda è, se nella sua essenza ,tu risulti una persona simpatica a  prima vista o no. Ammettendo che possa esistere qualcosa che mi rende nervoso , scontroso, desideroso di una lotta insanguinata, omicida, è lo sguardo erroneo che talune persone mi rivolgono;  non importa se casuale o voluto, la prima cosa che mi balena alla mente , la prima domanda che mi pongo e che gli pongo con lo sguardo “Ma tu, che pretese hai? Chi sei per giudicarmi migliore di te in qualunque misura? Com’è possibile che sai già di vincere, che sai già di non fare una pessima figura, che non abbia vissuto più di te? Se tutti guardano, tutti non sanno e quindi tutti sono ignoranti. Ignorano completamente una persona. Bisognerebbe osservare una persona bene, prenderla in esame. Non giudicarla a priori dal solo sguardo o dalle apparenze.  Hungarian Rhapsody N.2 di Listz mi suggerisce inoltre che prima di “esplodere” con una persona occorre farle superare un certo esame di fedeltà.

Puoi mostrare cosa fai,come lo fai,quello che pensi ,come lo pensi dopo un po’ che conosci questa persona. Tutti dovrebbero fare così ; penso sia l’unico modo possibile di dire “io conosco quella persona” . In realtà non si conosce affatto se poco dopo essere esploso con tale, l’abbandoni perché risulta incompatibile. Quindi è questo forse un paradosso? No, dico semplicemente che puoi conoscere una determinata persona perché  riconosci che non fa per te,ne ci parlerai mai. Non sai com’è , sai come non è (con te). 

Perché alcune persone si annoiano a vedere determinati film ? Perché sono egocentriche.

Se si girasse un film dedicato a loro,sarebbe un eccellente successo. Più persone con le vicende ad esse legate si inseriscono nel copione , più il successo sarà assicurato. Ecco perchè ogniqualvolta un grande illuminario impone le sue idee e le sue opere a qualsivoglia forma di pubblico ,costei viene apprezzata solo dalle persone che sono in grado di ascoltare,immaginare e riflettere.  Perché tutti gli altri la ignorano? Perché non riguarda loro. Sono gli uccisori dell’immaginario : i grandi baroni dello squallido e del deludente “pratico” che nei giorni nostri viviamo sempre,continuamente, e fino alla nausea.

Vorrei tanto, giuro ,cambiare tutto insieme ad una stretta cerchia di persone. Cambiare in meglio. Il meglio non è mai democratico. Nella democrazia, che tuttavia sempre ho rispettato come idea, muore il “giusto” comune. Non si può affidare ad ogni singola persona una possibilità di scegliere. Alcune entità dovrebbero sopraelevarsi su altre, decidere nel giusto, e perdere questo potere subito dopo, per evitare forme dittatoriali che tante volte abbiamo visto non funzionare mai. La storia ha avuto grandi dittatori, l’uomo ha permesso che potessero esprimere la loro vorace voglia di dire, comandare.  Colui che decide , deve rendersi conto bene di tutto ciò che avviene. Colui, quindi, che ha vissuto più problematiche, quello che ha sofferto di più che può sapere cos’è il bene comune per la gente. Non chi ha ottenuto un titolo di studio dalla dubbia qualità,dalla dubbia morale o dal massimo interesse per il potere. L’idealismo qui non è contemplato si badi bene ; e si badi che questa forma di governo nuovo potrebbe essere ottenuta molto faticosamente. Ci saranno sempre oppositori e ci sarà sempre sangue che scorrerà per una giusta causa. Non un colpo di stato, non delle mosse di un governo ombra , ma una vera e propria rivolta popolare generale per le strade. Il Governo vive grazie al popolo e per il popolo. Se il popolo decide di doverlo cambiare in meglio, sapendo cos’è meglio, il governo deve cedere. Ma chi dovrebbe mai fare una cosa simile ? Io? Tu che stai leggendo? Mai.

Se i nostri interessi non vengono toccati, perché dovremmo noi muoverci?  E’ sicuramente una buona domanda o , per lo meno , dico necessaria, che io di buono non ci vedo nulla. Necessaria. Come lo è la presenza di una fortissima ed estremissima dittatura. Qualcosa insomma, che costringa il popolo a insorgere. Il solito cadere-rinascere dei governi. Ma ogniqualvolta si rinasceva , c’erano sempre le persone sbagliate in cima al cambiamento. “Conosco quella persona” perché è favorevole all’errore che ha commesso colui che stava in cima al cambiamento, o non conosco tale persona perché non è favorevole a quel cambiamento e vorrei dunque capire in quale modo la pensi davvero. Non conosco chi non è d’accordo ma conosco bene chi è d’accordo.

Le persone dovrebbero avere più a cuore il destino del proprio paese. Paese , non governo.

 

Oh, mi sento quasi spossato fisicamente. Come avessi scritto qualcosa che avevo dentro e ora sono libero.

Perché dovrei dirlo a qualcuno? Magari qualcuno che si annoia subito perché non “si rivede tra il cast dei personaggi ? “ Mentre mi riascolto il finale infuriato di Hungarian Rhapsody , mi guardo attorno. Il corridoio è privo di qualsiasi animazione umana, fatta eccezione per la ragazza alla reference che sembra appartenere ormai fisicamente al resto della biblioteca. Penso che sia ora di andare a casa. Mi richiama un’esperienza video ludica fantapolitica che ipotizza come si sarebbe potuta concludere la guerra fredda a seguito di una politica di forte deterrente nucleare, condita da sfondi sociali,etnici,sessuali e con un marcato spirito di propaganda anti-bellica con una grande interpretazione da parte di attori fenomenali.  (*3)

 

 

 

NOTE : (*1) Giorgie : Giorgio Napolitano, presidente della repubblica affermò in un’intervista che doveva prima o poi sorgere un nuovo ordine mondiale. Il contesto e la circostanza della frase sono futili difronte ad un’affermazione simile!

(*2) “Non devo restituire alcuna videocassetta per fortuna!” :  Omaggio/Citazione a Patrick Bateman, personaggio protagonista di American Psycho , best seller del 1991 di Bret Easton Ellis. Il protagonista ( folle omicida) utilizzava ,come scusa, il dover restituire delle videocassette noleggiate come scusa per allontanarsi e mancare ai suoi appuntamenti, quando in realtà massacrava, torturava e agiva secondo cannibalismo sulle sue vittime.

(*3) Tornare a casa a giocare al videogioco sviluppato da Hideo Kojima su piattaforma PlayStation Portable ; Metal Gear Solid Peace Walker.