Pier Paolo Pasolini

Ottobre 2015

Rubenlaur - Pier Paolo Pasolini

Per parlare di Pier Paolo Pasolini ci vorrebbero giornate intere e molte.

Rendere omaggio alla sua memoria, visivamente, a quarant’anni dalla morte, può portare a molte interpretazioni;

si cederà il passo guardando allo scrittore o al regista, oppure si guarderà al Pasolini editorialista degli Scritti corsari. Figura complessa dalle molteplici sfaccettature dell’uomo che è anche l’intellettuale perché questo era Pasolini, forse l’ultimo degli intellettuali, mi pare, per certi versi, per non dire molti.

E’ una complessità singolare, che appartiene alla stessa persona, capace di guardare nel suo tempo per vedere molto lontano.

 

Un modo di affrontare tutto questo lo offre Ruben Laurendi, con il suo delicato ritratto diviso.

Tre pannelli bianchi lievitano su un fondo giallo, due bande nere, sopra e sotto, definiscono il lavoro, lo rendono compiuto, composizione.

Leggerezza e pochi tratti, per definire il volto; segno neo-pop, scritto col carboncino, deciso e preciso.

Pochi segni essenziali, quelli che servono, per cogliere la complessità, questa è la via che ha scelto Laurendi e il risultato è coerente; sceglie infine, e non a caso, di portare la nostra attenzione sugli occhi di Pasolini dettagliandoli iper-realisticamente, quegli occhi che hanno visto lontano li porta vicino al nostro sguardo contemporaneo, facendoli vivere.

Le barre scure orizzontali bloccano ma il giallo sconfina e il bianco gravita, nella sua essenzialità, diventando così, l’essenza di Pasolini.

 

Critico d'arte Marco Filippa