Elementare, cowboy

Agosto 2016

Steve Hockensmith  - Elementare, cowboy

Un estratto dal libro Elementare, cowboy, pubblicato per CasaSirio.

 

Era quasi sera, e gli uomini dei McPherson erano già rientrati nel loro dormitorio. Noi del Vespaio (ovviamente) eravamo ancora al lavoro, tutti impegnati a fare in modo che la fucina del fabbro sembrasse qualcosa di più di un rifugio per vagabondi. Old Red, che stava passando la malta su un legno ormai imputridito, si fermò a metà e sbirciò dietro la sua spalla.

- Bene, bene - disse. - Cosa ci fa lui qui?

Ci girammo tutti e scoprimmo un uomo cavalcare verso di noi: Jack Martin, il vicesceriffo di Miles City.

Lo accogliemmo con un grande “Olè!”. Non è che ci stesse troppo simpatico, aveva fama di gonfiare il petto davanti ai cowboy e abbassare lo sguardo coi padroni, ma non importava. Eravamo troppo contenti di incrociare una faccia amica dopo più di un mese al Dollaro Barrato.

Il nostro saluto richiamò dal dormitorio Boudreaux e gli altri vecchi cowboy. Perkins, Uly e Tarantola uscirono dal castello, tutt’altro che felici di quella visita a sorpresa.

- Questo è indubbiamente il più bel ranch che abbia mai visto - disse Martin indicando il castello. Poi si girò e sorrise a noi del Vespaio: - Allora, come vi trattano qui?

- Come la Northern Pacific tratta i musi gialli - azzardò Colpo-in-canna McCoy.

Perkins si mise in mezzo prima che qualcun altro cominciasse a straparlare.

- Cosa la porta al Cantlemere? - chiese. In quel periodo non era stato niente di più che un’ombra dietro le finestre del castello. Erano settimane che non lo vedevamo uscire per fare due passi alla luce del sole, la sua pelle era pallida come quella di Boudreaux.

- Il mio dovere - rispose Martin, così pieno di sé che sembrava sul punto di esplodere.

Il vicesceriffo si fermò per guardare la folla che si era radunata intorno a lui, era evidente che godeva a tenerci tutti con il fiato sospeso. La vista del volto spettrale di Boudreaux incrinò il suo sorriso, ma non durò molto. Aveva una grande notizia da darci e non avrebbe mai permesso a qualche distrazione, per quanto inquietante fosse, di rovinargli lo spettacolo.

- Tre settimane fa Bob Tracy è scappato dal manicomio criminale del Colorado.

Attorno a me tutti mormorarono le stesse due parole: “Hungry Bob?”.

Martin annuì: - Proprio lui.

Nel West è molto più facile trovare qualcuno che conosce Hungry Bob Tracy che il nome del presidente degli Stati Uniti. Bob era un cacciatore e uno scout dell’esercito ma, soprattutto, Bob era un vero cannibale. Per sua stessa ammissione, si era nutrito di cinque dei suoi compagni, nell’inverno del ’77, quando la sua compagnia era rimasta isolata per via della neve. Mia madre mi diceva sempre che Hungry Bob mi avrebbe portato via se non avessi finito i compiti. Nonostante alla fine avessi smesso di crederle, il vecchio Bob continuò a tormentare i miei sogni per diversi anni.

- È stato già avvistato due volte. Prima nei pressi di Fort Collins, poi a Lodge Grass, sulle rive del Little Bighorn.

- È diretto in Canada - disse Gustav, quasi come se fosse stato lui a portarci la notizia.

- Può essere - disse Martin. - Magari invece si è nascosto nelle colline a sud. Se però decidesse di puntare a nord, si troverebbe a passare nei nostri territori. È per questo che vi raccomando di tenere gli occhi ben aperti. - Non c’è problema. Sai benissimo cosa succede a chi si avvicina troppo al Dollaro Barrato - disse Uly. - A dirla tutta, caro vicesceriffo, sei stato davvero fortunato ad arrivare fin qui senza che nessuno ti fermasse.

- D’ora in poi staremo doppiamente attenti - s’inserì Tarantola. - Anzi, dica a chiunque si metta a cercare Hungry Bob qui attorno che è meglio stare lontani dal ranch. Con Bob in giro saremo ancora più rapidi col grilletto. Non vorrei che qualche imbecille di passaggio si beccasse una pallottola.

Martin corrugò la fronte dubbioso, poi si lasciò andare sulla sella.

- Sappiamo che ha molto lavoro da fare e non vorremmo farle perdere troppo tempo - disse Perkins voltandosi e avviandosi verso il castello senza nemmeno aver finito di parlare. - Arrivederci.

Il dubbio lasciò spazio a un’incazzatura bella e buona. Mancava poco al tramonto, e probabilmente il vicesceriffo aveva sperato in una bella bistecca e un letto caldo dove passare la notte.

- Ti ci vorranno almeno quattro ore per arrivare al prossimo ranch - disse Uly. - Conviene che ti metta in marcia.

Indicò il sentiero da cui Martin era arrivato: - Da quella parte.

Il vicesceriffo fissò McPherson per qualche istante, poi fece girare il cavallo e partì al galoppo, portando via con sé quanto poteva dirci su ciò che stava accadendo nel mondo esterno.

- Smettetela di fissarmi con quella faccia da idioti - berciò Uly, - e tornate al lavoro!

Noi del Vespaio ci allontanammo lentamente, incapaci di staccare, anche solo per un momento, gli occhi da Martin che se ne andava. Old Red era l’unico a fare eccezione. Lui guardava nella direzione opposta, a sud, verso le colline.

Sapevo benissimo che cosa aveva in mente. Era lo stesso pensiero che mi avrebbe tenuto sveglio le notti seguenti.

 

Da qualche parte, laggiù, c’era il mostro che da ragazzo aveva popolato i miei incubi. Solo che adesso era vero. Era libero.

E probabilmente anche affamato.

 

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