FARFALLE NELLO STOMACO

Ottobre 2013

Tania - FARFALLE NELLO STOMACO

 

Hai presente quella sensazione all’altezza dello stomaco che ti prende quando sei molto emozionato?

Come se i tuoi visceri facessero un giro sulle montagne russe.  Come una morsa che ti stringe delicata, ma inesorabile. E non ti molla, ma aumenta sempre di più fino a creare un misto fra piacere e dolore.  E alle volte viene stimolato da un solo pensiero. Ma non un pensiero qualunque. Un pensiero preciso, assillante. Un pensiero  al limite del verosimile. Sai, quando la mente viaggia a metà fra la realtà e l’immaginazione. Prendendo traiettorie sempre diverse, ma sempre con lo stesso filo conduttore. Un po’ come la ragazzina che sogna di essere la fidanzata di un personaggio di high school musical.

Sai qual è il problema?

Il problema è quando ti rendi conto che nella vita reale non ci sia più niente in grado di emozionarti a quel  modo. Beh.. certo, può capitare quando ogni finestra sul mondo è chiusa. E non sai come è successo. Una volta tutte quelle finestre erano aperte. C’è stato un periodo in cui ti sentivi una persona normale. Con le sue paure, le sue emozioni, i suoi vissuti. È incredibile come ci siano persone che fanno l’impossibile per essere speciali e quelle per cui un attimo di normalità sarebbe il regalo più grande di tutti. Quel regalo che aspetti sempre a Natale sotto l’albero. Quello che aspetti con più ansia. Perché è proprio quello che desideri da anni. Ma di nuovo sotto l’albero hai trovato tutt’altro.

Quella sensazione mi prende spesso. Ma è finta.

Come fa ad essere finta?

Il pensiero che la stimola non viaggia più a metà tra realtà e fantasia.  È partito per la tangente e non riesco più a recuperarlo. Ancora non ho capito se per un eccesso di fantasia , o se per una graduale diminuzione della realtà. Il mio mondo ormai è chiuso e ho perso la chiave per aprirlo di nuovo.  Ma la verità è che non lo voglio aprire di nuovo. Ciò che c’è fuori dal mio guscio mi ha ferito talmente tante volte… non si è limitato a graffiarmi. Mi ha pugnalato l’anima, lasciandomi con una ferita sanguinante ad agonizzare sul pavimento.  Non posso. Non voglio più permettere che il mondo mi provochi tanto dolore.

Possibile che il solo pensiero di una vita normale sia in grado di provocarmi  le farfalle nello stomaco?  Bere un caffè al bar. Andare a fare la spesa. Non è strano che siano questi i pensieri che mi emozionano? E che siano sempre questi pensieri  a terrorizzarmi tanto? E quando il panico ti coglie, i  muscoli ti abbandonano. Il petto esplode. I polmoni si fanno di pietra. Come  subire una tortura medievale .

Ma non ci puoi fare niente. Assolutamente niente.

No, per favore,  non me lo chiedete.

Non di nuovo.

Non aprirò più quella porta.

Non lascerò più questa casa.