Ugo , Dalila e i bidoni armati d’orient

Gennaio 2014

TeatrinoClandestinoSud - Ugo , Dalila  e i bidoni armati d’orient

Ugo oggi sa di appare come un pesciolino spigoloso, Dalila oggi ricorda tanto le rotondità di una tartaruga.

 

Dalila racconta che negli ultimi giorni nel porto c’è un gran via vai.

Dalila parla di tanti esseri umani e meno umani, presenti sulla lingua di cemento che sta tra l’asciutto e il bagnato.

Dalila descrive a Ugo questi esseri partendo dagli umani.

Dalila parte dagli umani che difendono le loro teste pelate e non, con cappelli in plastica di vari colori.

Ugo sa che gli umani con il cappello plasticoso son sempre lì in porto a caricare e scaricare le grosse navi che arrivano.

Dalila si sofferma a guardare degli umani che con penna e foglietti vanno in giro sulla lingua a parlare con chi trova sul loro cammino, non capisce bene cosa stiano facendo.

Dalila capisce che qualcosa nel porto sta per accadere, la presenza di tanti esseri umani e meno umani non accade mai per caso.

Dalila non capisce chi siano gli umani e i meno umani.

Dalila riesce, però, a distinguere chi sta lavorando e chi no.

Ugo sa, che, e lo dice a Dalila. Che chi è ben vestito sicuramente non è lì per sporcarsi lavorando.

Ugo sa che al massimo si sporcheranno solo le mani.

Dalila gli ha raccontato della presenza di esseri umani e meno umani, che coprono le parti dei loro corpi con stoffe a righe.

Dalila è incuriosita dalle stoffe sulla testa e quelle intorno al collo indossate dagli esseri.

Dalila si ricorda di aver già visto queste stoffe copri testa nei centri storici dei paesi che stanno lontani dal mare.

Dalila conosce bene le teste coperte sorrette da corpi che offrono caffè a più non posso, e armano le loro mani per colpire chi non accetta.

Ugo sa chi sono gli esseri che circondano i loro colli di stoffe di vari colori, Ugo dice a Dalila di aver visto nelle loro tasche tanti pezzi di carta colorati e le loro mani sorregger bandiere pronte a cambiare colori e disegni a seconda del giorno.

Dalila inizia ad avere un po’ di paura. Quando Dalila ha paura, fa come le tartarughe, mette la testa dentro il suo corpicino e non vuole sentire più nulla.

Dalila ricorda di aver visto arrivare camion stracolmi di bidoni monocolore che in pochi mesi si trasformavano in scuole e palazzi.

Dalila ha sentito raccontare di navi piene di bidoni che ormai non riescono più a risalire a galla, viste o raccontate da esseri diversi, che per la loro diversità ne pagano o ne han pagato le conseguenze.

Dalila pensa ha quell’essere che munito di penna e voce raccontava di un camion bariloso finito sotto terra tutto interno perché gli esseri dal cappello plasticoso avevano paura ad aprirlo.

Ugo vorrebbe essere muto come un pesce ma non ci riesce.

Ugo ha paura ma la sua rabbia lo rassicura.

Ugo urla forte per farsi sentire.

Ugo non vuole altre navi, né camion barilosi, né acque torbide nella sua terra.

Ugo non vi vuole armati di armi pericolose per difendere armi ancora più pericolose.

Dalila esce dal suo guscio lo prende per mano e lo rassicura dicendo:

Non preoccuparti Ugo primo poi i cattivi si estingueranno e su Madre Terra resteranno solo i buoni.

Si ma fino ad allora il mediterraneo chi lo difenderà.

C’è di che aver paura ?!