Ugo e Dalila alla base strategica

Febbraio 2014

TeatrinoClandestinoSud - Ugo e Dalila alla base strategica

Ugo ispeziona gli angoli, Dalila cerca un cerchio.

 Dietro l’angolo ci si può nascondere qualsiasi cosa.

In un cerchio basta mettersi al centro per vederne le parti.

Io una volta sono stato capace di stare dietro l’angolo a osservarle per quasi un’ora.

Io in cerchio ho imparato a camminare.

Io più volte giocando a nascondino, mi sono nascosto in un angolo.

Io del cerchio ho studiato le basi e le formule.

Tu non hai mai messo piede dentro quell’angolo!

Tu dal cerchio prima o poi dovrai passare.

Dalila ma in cerchio ci si sente eguali ?

Certo! E ci si confronta.

Negli angoli sono in pochi e spesso si mettono in fila indiana.

Di rado si guardano negli occhi.

Ugo, ma in fila indiana dando le spalle a chi ti sta dietro, o in fila indiana spalla contro spalla ?

Spalla contro spalla e un uomo gli dice come stare e cosa fare.

Per fare un cerchio basta prendersi per mano.

Dalila, perché non vai tu a insegnargli come si fa?   

Ho provato ma non mi fanno entrare.

Si sono chiusi in quegli angoli alzando reti appuntite e non lasciano entrare quelli che non la pensano come loro e che magari, vedono le cose da angolature diverse.

Ad alcuni di quelli che vedevano altro, con i loro pezzi di carta spigolosi che vengono arrotolati solo per stare più arzilli, gli hanno fatto cambiare idea e adesso frequentano gli stessi angoli e non vedono più nulla.

Dalila, ma è vero che per costruire il loro angolo, hanno dovuto tagliare alberi secolari e

calpestare la storia ?

Per fare in modo che le cose non riaccadano i cerchi hanno deciso di acquistare i terreni vicino agli angoli. 

Ugo, e se tagliassimo le reti ?

Se togliessimo tutti i sigilli ?

E Se aprissimo tutti i cancelli ? Se forzassimo un lucchetto ?

Non è un nostro diritto entrare ma è un loro dovere farci guardare.

Dalila, ho paura, prendimi la mano e teniamoci stretti.

Una mano la do a te Ugo, ma l’altra vorrei armarla per fargli sentire la mia rabbia.

Ecco, così. Basta unirsi per non sentire più la paura.

Dalila, secondo te si è più forti in fila indiana o in cerchio ?

Dipende se a vincere saranno le mani armate di ferro o le mani usate per sorreggere cervelli.

Cervelli ormai stanchi di non riuscire a riscrivere la storia.

Ma allora vinceranno i ferraioli ?

Vinceranno chi ha armato i ferraioli.

Ma Dalila, chi sono i buoni e chi sono i cattivi ?

Ugo, se degli uomini decidono di recintare un angolo, angolo poi frequentato da mani armate di ferro che impediscono ai dissimili di entrare; angolo che fino a ieri tuo nonno coltivava a orto e dove tuo padre ha costruito la tua prima altalena,  

angolo che fai tuo perché lì hanno casa i tuoi ricordi.

Secondo te Ugo, i ferraioli e gli armatori recintando un angolo si sono comportati da buoni o da cattivi ?

Secondo me, se sono cattivi, non costruiranno mai altalene e non useranno mai una zappa.

Ugo, e se ti dicessi che le altalene sono state sostituite con delle antenne e le zappe con delle ruspe ?

Dalila, se devono costruire qualcosa di nuovo bisognerebbe prima portarli a vedere ciò che hanno costruito prima, e fargli vedere quello che già non funziona più a dovere.

Ugo, qui non si tratta solo di costruire, lasciando il vecchio a marcire e magari fabbricando anche male, qui si tratta di erigere sistemi che fanno male alla nostra salute.

Dalila, vuoi dirmi che io e te stando qui stiamo facendo del male al nostro organismo ?

Mangiano alberi, scavano montagne ricche di isotopi combattute da talpe meccaniche per creare gallerie, innalzano antenne per combattere comodamente seduti le loro sporche guerre di potere.

E noi stiamo qui, seduti in cerchio a discutere e a dire ognuno la sua, per ribadire il nostro no agli angoli isolati di cui è pieno il pianeta Terra.

 

Ugo e Dalila, a modo loro , dicono NO Tav e NO Muos .