Video

Quando non ci sei più, c'è ancora qualcosa che ti lega a ciò che eri?


Il nuovo romanzo di Vito Ferro edito da Autori Riuniti, la prima casa editrice composta esclusivamente da autori.

Armando Pittella si sveglia di notte in un prato. È confuso, non ricorda nulla, non sa dove si trovi e come sia arrivato lì. Il cielo è limpido, pieno di stelle. Si alza a fatica, accende una sigaretta incamminandosi verso le luci di una costruzione in lontananza. Non sa ancora che una rivelazione sconvolgente cambierà per sempre la sua esistenza.            
Armando si trova in un cimitero ed è morto. Come è successo e quando? E perché lui non ricorda nulla della sua vita appena passata? Ma soprattutto, come è possibile che si resti ancora, dopo la morte?            
Alcuni fantasmi gli si avvicinano, lo introducono nella sua nuova forma di esistenza: si è figure disincarnate, senza possibilità di uscire dal cimitero, in attesa di svanire per sempre.
Armando, e il lettore con lui, affronterà un percorso di consapevolezza e di risveglio, per riafferrare il senso profondo della vita e cercare, in tutti i modi, di segnalare ai vivi la sua presenza. Chiara, la sua donna, solo lei potrebbe credergli: ma come raggiungerla?              

La vita va avanti racconta la storia di una inesorabile presa di coscienza, che obbliga il lettore a fare i conti con se stesso e con le sue più intime convinzioni. È un romanzo originale e struggente, un piccolo gioiello di sperimentazione, una narrazione contemporanea e universale, che parla delle verità più care: la vita, l’amore, la memoria, la speranza.

Ferro si cimenta, con grande efficacia e freschezza, con il genere della ghost story, attualizzandolo e rendendolo estremamente poetico, stravolgendo i modelli e ribaltando il punto di vista canonico, regalandoci al tempo stesso una delicata storia d’amore.  
La vita va avanti è un romanzo corale, di anime sospese e di legami spezzati, di desideri comuni e incredibili illuminazioni, di ricordi e citazioni.    
Ma è anche una fiaba nera moderna, una piccola enciclopedia della morte, che indaga il mistero della fine da un’angolazione inconsueta, capace di scardinare le convinzioni più solide e aprire alle emozioni più struggenti.


ALCUNI ESTRATTI DEL ROMANZO:

Quanti di noi saranno ancora presenti in altri cimiteri, in altri posti dove il corpo riposa? Il corpo, perché l’anima è inquieta.
Nei boschi, nelle fosse comuni in ogni parte del mondo, per le strade dentro le case negli ospedali a durare e ad aspettare, senza che gli altri sappiano niente, senza che i vivi possano incontrarci. Quanti saremo? Ci saranno persone importanti, ci sarà da qualche parte un Dante, un Napoleone, ci saranno chiese piene di artisti e papi, vecchi campi di battaglia che si popolano di soldati stanchi, coi segni della violenza ancora sul corpo. E chi è morto solo? Tutta una eternità a girare e rigirare il perimetro del suo presente senza futuro.
Il mondo in fondo è più popolato di morti che di vivi. Le città sono state costruite sopra altre città di morti. Sette miliardi di vivi contro migliaia di anni di morti.
Forse qualcuno sarà più fortunato di noi, qualcuno potrà allontanarsi, non ci saranno cancelli a impedirlo, qualcuno magari viaggia e vede e ha una parvenza di vita in mezzo ai vivi.
Tutte le supposizioni e le teorie sull’aldilà inferno paradiso purgatorio nirvana e invece è questo. Senza senso è la vita senza senso è la morte e senza senso è questo che siamo noi. Cosa siamo? Fantasmi. Anime. Proiezioni. Faremmo paura ai vivi, se ci vedessero? Se sapessero, cosa penserebbero? Potrebbero aiutarci?
Ho voglia di vedere mia madre e mio padre.

*************

Tanti anni là dentro, e si accorse di non aver mai pensato ai morti come soggetti di una storia, una loro storia particolare. Mai li pensava come attaccati ancora a un filo sottile con la vita dei vivi.
Quell’uomo, quell’Armando di cui la donna gli aveva parlato, non era speciale. Ora capiva. Come lui, chiunque là dentro aveva una storia densa di significato. Chiunque aveva un legame spezzato, un vicolo cieco comparso improvvisamente davanti ai suoi giorni. Quella era la vita. L’interruzione, di colpo. E l’incompiuto che prende il sopravvento. La vita va avanti. Per tutti gli altri. Per te no. Si ferma. Quello che hai risolto scompare, e resta soltanto quello che ancora dovevi compiere. Ma è un’illusione: perché, se così fosse, quando una vita è realmente compiuta? Mai. L’idea stessa della compiutezza è l’illusione. È l’inganno. È un pensiero che ha a che fare con l’infinito. E quindi con la menzogna. Lui aveva lasciato tornare dentro la donna. Lei aveva coraggio, oltre che cuore. Avrebbe potuto di nuovo essere assalita. Eppure era voluta tornare. Per la verità, gli aveva detto. In realtà per il senso di compiutezza. Anche lei cascata in pieno nell’inganno. Non si rendeva conto che una storia non serve a chiudere, ma soltanto ad aprire altre, innumerevoli storie. Ma, per una volta, e sarebbe stata realmente l’unica, aveva deciso di concedersi questa eccezione. Si fidava di Francesca. Non sarebbe più tornata. L’avrebbe salutata per sempre lasciandole credere che la verità avrebbe portato la pace.


PER ACQUISTARE IL LIBRO VISITA IL SITO DI AUTORI RIUNITI.