Zeno: il filo da spezzare

Ottobre 2013

Zeno - Zeno: il filo da spezzare

Zeno cos'è per davvero?

Dai, prendiamoci sul serio. Dovremmo smetterla di creare stereotipi, la mente va lasciata libera. Siamo abituati a catalogare, omologare, rilegare, quando in realtà tutto ciò che ci circonda è completamente diverso dall'idea che noi abbiamo di esso. L'antonomasia è colpo di genio, una figura retorica che sfiora il divino; ma perchè attribuire un'idea ad una realtà? Perchè ricercare un'immagine, una persona od un semplice oggetto per catalogare ciò di cui siamo circondati?

E' sicuramente vero che, senza questo modo di ragionare, non saremmo arrivati sino a questo punto di sviluppo; inoltre, senza le "categorie" e l'"antonomasia" l'Uomo non avrebbe mai potuto farsi un'idea neanche di Dio. Può essere interessante scoprire che, in realtà, questa particolare maniera di ragionare sia giunta solo con l'Aufklaerung, con quell'Illuminismo che ha sancito la vittoria della Ratio sulla Fides.

E se tutto ciò fosse stato solo un grosso errore, o anzi, "peggio", un ritorno al passato? Non siamo forse noi "illuminati" ad avere un'idea infinita del progresso? Non siamo stati noi, risvegliati dal sonno della ragione, a credere ciecamente in una filosofia suicida che, con facilità, sta arrivando a corrompere addirittura il ciclo vitale di coloro che l'hanno ideata? L'Aufklaerung avrebbe davvero voluto ciò?

Non credo. Kant, Voltaire, Rousseau oggi, se fossero nostri coetanei, si vergognerebbero di ciò che hanno ideato. O, forse forse si sono rivoltati nella tomba a tal punto di presentarsi al Padre Eterno per chiedere una resurrezione immediata. Per tornare. Per spiegarci ciò che davvero volevano dire. Per salvarci.

Noi abbiamo capito male: il risveglio della ragione non è catalogare come Aristotele, non è l'idea di Platone. Ma no. E' altro. Decisamente altro. La ragione, per colpa nostra, si è insinuata nel nostro quotidiano nello stesso modo in cui si era stanziata la fede: per merito assegnato, senza giustifiche, senza atti di vera superiorità, senza certezze. Non è un controsenso? La ragione vince "la lotta per le investiture" senza una ragione.

Clamoroso.

Eppure è così. Gli Illuministi volevano introiettare il germe della rivoluzione e cancellare quella cecità che per troppo tempo ci ha caratterizzato. Geni senza ombra di dubbio hanno tentato di spiegarci l'"energheia" necessaria per risvegliarci, aumentando l'iconoclastia e disincantando i miti di progresso. Risultato: la rivoluzione industriale. 

Non abbiamo capito niente. E' inutile tentare di salvarsi giustificandosi con "erano altri tempi", "quelli di una volta hanno sbagliato, non noi". Sono falsità. Se noi non avessimo sbagliato al pari dei contemporanei di Kant, adesso non saremmo qui a pagare le tasse, non saremmo qui a lamentarci che non c'è lavoro, non saremmo qui a dire "faccio il cameriere un anno per poi trasferirmi all'estero: lì il lavoro c'è".

La verità è che è suonata la sveglia, ma noi l'abbiamo toccata, guardata e abbiamo pensato "ancora cinque minuti". Il problema è che quei conque minuti perdurano ancora oggi.

E, dunque, cos'è Zeno? O meglio, cosa c'entra con tutto questo?

Zeno è semplicemente quella parte della ragione che non è accessibile alla ragione stessa: ciò che una volta si chiamava inconscio. E' tutto ciò che abbiamo passato: la felicità, la tristezza, il primo bacio, il due di picche, la sbornia del venerdì sera.

Zeno siamo noi.

Zeno sei tu che leggi e io che scrivo.

Zeno è il sonno che ci circonda.

Ma in Zeno, solo qui io credo, spero, ci sono le premesse per la rivoluzione della ragione.