29 luglio 2016

[SOFFI] Intervista a Elisa Talentino


[SOFFI] Intervista a Elisa Talentino

6° intervista
 
Elisa Talentino
 
L’illustrazione è il mio mezzo preferito, la pittura un vecchio amore e la stampa d’arte il mio debole. Dal 2009 ho un laboratorio a Torino dove porto avanti un progetto di illustrazione, grafica, editoria indipendente e serigrafia artistica. Lavoro come illustratrice per libri e riviste e ho realizzato alcuni libri illustrati.
 
Che cos’è per te l'illustrazione?
 
È il trovare la modo di dare vita a un’idea che non potrebbe essere raccontata tramite nessuna altra forma di narrazione. Ci sono cose che si possono esprimere solo attraverso la fotografia, altre danno il meglio di sé in versi, altre prediligono la matericitá. Quando devo raccontare qualcosa, che parta da me o che si tratti di una commissione cerco sempre di scoprire qual è la strada per rendere nell’unica maniera disegnabile l’idea. Cerco di non dire troppo (per quello ci sono le parole) e di lasciare a chi la guarda la propria interpretazione.
 
Per chi disegni?
 
Ho lavorato per The New York Times, Goethe Institut, Mondadori, La Stampa. Realizzo locandine per festival, cinema e teatro. Tengo workshop di illustrazione e serigrafia presso Ied Torino, MiMaster Milano, Isia Urbino, AIAP.
 

 
Web o carta?
 
Carta. Cartoncino. E soprattutto acetato e vetro. Amo l’incisione, e la pittura su superfici graffiabili mi permette di sottrarre e di lavorare in negativo proprio come si fa con la xilografia o il linocut. Il vetro mi permette di lasciarmi andare senza temere il risultato perché quando si dipinge una superficie lavabile la pittura può continuamente essere spostata, rimossa, grattata e incisa. E non si ha paura di sbagliare perché tutto può sempre cambiare, e gli errori possono trasformarsi in bellezza. Chiaramente utilizzo anche il digitale, sono una nostalgica della materia e delle mani macchiate ma ritengo fondamentale sfruttare al meglio i mezzi che la tecnologia offre. Ogni tecnica ha il suo mezzo migliore per essere realizzata.
 
Se non fossi stato un creativo dove ti avrebbe portato la tua vita?
 
Probabilmente al mondo della psicologia o a quello della naturopatia. La prima era una delle opzioni ai tempi della scelta della facoltà, la seconda è una passione che coltivo da tempo; sono appassionata dal mondo delle erbe, unguenti e medicamenti.
 

 
Cosa bolle in pentola?
 
Sto facendo una residenza in montagna a più puntate nei territori transfrontalieri tra Italia e Francia e nel cassetto c’è l’animare i miei disegni.
 
Mi consigli tre autori?
 
Sophie Calle, scrittrice, fotografa e artista concettuale. Perché riflette sull’intimità, soprattutto la propria. 108, street artist. Perché è immune alle mode e ha un uso dei colori che definirei spirituale. Ayumi Kudo, illustratrice. Perché racconta la tristezza con una grazia folgorante.
 
Me lo fai un disegnino?
 
Il mio sogno più ricorrente: aprire le braccia, sollevare le gambe e scoprire di poter fluttuare.
 

 

Il sito web di Elisa Talentino: www.elisatalentino.it/


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