15 settembre 2017

Colpisci e scappa, il noir di Doug Johnstone


Colpisci e scappa, il noir di Doug Johnstone


TITOLO
: Colpisci e scappa

AUTORE: Doug Johnstone

CASA EDITRICE: CasaSirio

ANNO: 2017


Con la pubblicazione della traduzione italiana di Colpisci e scappa, CasaSirio offre la possibilità anche ad un pubblico di lettori italiani di interfacciarsi con un ottimo thriller dalle forti tinte noir, già capace di raggiungere le vette delle classifiche in Inghilterra e Scozia. Un libro da leggere tutto d'un fiato. 

La prima sensazione sperimentata leggendo Colpisci e scappa è indubbiamente quella di doversi fermare un istante a riprendere fiato e tirare un respiro di sollievo, consapevoli di non essere complici di un efferato crimine e non essendo a rischio di venir accusati di un omicidio da un momento all’altro.
Tale è la capacità di Doug Johnstone, in questo riuscitissimo thriller-noir, di utilizzare con maestria la suspense per l’intera durata del racconto e costringere il lettore ad immedesimandosi nello sventurato Billy Blackmore, percorrendo insieme a lui il suo colare a picco verso gli inferi, alla ricerca esasperata di una riconciliazione tanto difficile quanto pericolosa.

Il romanzo si apre con un incidente mortale, in cui a incorrere nella fine dei propri giorni è Frank Whitehouse, signore del crimine di Edimburgo. Il signor Whitehouse, dopo esser stato investito da un’utilitaria rossa, condotta da un Billy Blackmore eccessivamente su di giri a causa di droghe e alcol mentre guida verso casa da un party passato in compagnia della compagna e dell’onnipresente fratello maggiore Charlie, è gettato tra i rovi lungo il bordo della strada dal trio, inconsapevole dell’identità della vittima.
Ogni speranza di archiviare in tempi rapidi un grave incidente che, se scoperto, comporterebbe il carcere per Billy e la fine di una sudata carriera da medico per il fratello, colpevole di rifornirsi in modo illecito di farmaci a scopo ricreativo dall’ambulatorio in cui lavora, viene meno subito all’alba del giorno successivo, quando il corpo di Whitehouse viene rintracciato dalla polizia.
È così che hanno origine le indagini, cui prenderà parte anche lo stesso Billy Blackmore, in quanto giornalista di cronaca nera dell’Evening Standard, snodandosi in un intricato arazzo di personaggi tra cui la collega Rose, dotata della capacità di esser sempre una spanna avanti nelle indagini grazie alla relazione sessuale intrapresa con l’ispettore Price; i fratelli Mackie, appartenenti ad una famiglia mafiosa rivale della famiglia Whitehouse, impegnati in una faida ai danni di Dean Whitehouse, fratello della vittima, in seguito all'accusa da parte dei Whitehouse dell’omicidio del loro capofamiglia, generando una lunga serie di vendette reciproche; Adele Whitehouse, vedova della vittima e il figlio Ryan, che si ritrovano a intessere un legame quantomeno ambiguo con il protagonista Billy.


Doug Johnstone ha deciso di ambientare la sua narrazione all’interno di una Edimburgo verso cui sperimenta un forte legame affettivo, dovuto anche all’aver vissuto per circa 30 anni all’interno di questa città, decidendo però di prediligere le aree residenziali e meno turistiche, lontane dal centro cittadino ma anche dal degrado delle aree più popolari; luoghi dove la vita prosegue in maniera ordinaria e senza particolari colpi di scena, almeno fino al sopraggiungere di eventi inaspettati. Il romanzo è anche un ritratto della piccola e media borghesia, classi sociali presso cui famiglie criminali di una certa fama possono tranquillamente camuffarsi come imprenditori di successo senza destare particolari scandali, dato che anche queste fasce medie della popolazione sembrano anteporre ormai la salvaguardia della propria carriera alla virtù, alla morale e al rispetto delle leggi vigenti.


L’Edimburgo narrata da Johnstone è inoltre una città dove le droghe e l’alcol hanno vita facile, le dipendenze ed i tradimenti vanno di pari passo ed il sesso e la violenza percorrono strade spesso intersecanti. In questo Johnstone ricorda inevitabilmente Irvine Welsh, uno degli scrittori scozzesi per antonomasia, il quale ha speso notevoli parole di elogio verso questo romanzo, facendo ripercorrere al suo protagonista una strada verso la perdizione e l’annullamento di sé più simile a quella riscontrabile ne I segreti erotici dei grandi chef che nel libro di culto Trainspotting.


Johnstone non vuole però apparire fatalista, concedendo uno spiraglio di speranza di redenzione ai suoi personaggi, perché, come afferma un famosissimo detto, una volta toccato il fondo non si può che risalire.




Luca Reinero Luca Reinero