14 marzo 2017

"Grandi momenti", la nuova opera di Franz Krauspenhaar


"Grandi momenti", la nuova opera di Franz Krauspenhaar

TITOLO: Grandi momenti

AUTORE: Franz Krauspenhaar

CASA EDITRICE: NEO. Edizioni

ANNO: 2016

Fronteggiare un’opera come Grandi momenti di Franz Krauspenhaar non è un’impresa da prendere sottogamba. Perché se è vero che l’autore sa come trattare un libro – lo dimostrano le oltre venti opere pubblicate in circa vent’anni di carriera – quello che ci pone tra le mani è a tutti gli effetti un libro maturo.


Lo scrittore milanese Franco Scelsit, raggiunta la soglia dei cinquant’anni, si ritrova a dover affrontare un infarto che gli risparmia la vita ma non del tutto la lucidità.
L’infarto si presenta sin dalle prime pagine come il leitmotiv del romanzo, un male che appare al lettore come inguaribile più per la depressione che suscita in Scelsit che per un malessere fisico evidente; uno dei punti di forza di questo libro è senz’altro quello di presentare la malattia nella sua quotidianità, descrivendo perfettamente le difficoltà di un convalescente nel riappropriarsi della propria vita, riprendendo uno stile di vita normale.

Franco Scelsit rappresenta perfettamente l’immagine dell’uomo in crisi.
Anzitutto egli è il prototipo dell’uomo in crisi di mezz’età. Infatti, se da un lato vuole sentirsi ancora giovane, acquistando auto sportive rigorosamente d’epoca con cui scorrazzare per le vie di una Milano – che qui diventa emblema della contemporaneità - e circondandosi di  amanti eccessivamente giovani (con cui risulta spesso difficile ogni tipo di legame), d’altro canto gli unici amici su cui ancora può contare sembrano essere quelli della “cardiopizza”, una cricca di anziani conosciuti durante la riabilitazione postoperatoria ormai rassegnati alla propria vecchiaia a base di cappuccini poco zuccherati.

La crisi esistenziale di Scelsit si declina su più piani.
La famiglia è onnipresente, ma è una famiglia più alla portata di un adolescente che di un uomo adulto.
Egli infatti vive ancora nella casa dei genitori, insieme a un eccentrico fratello artista eccessivamente in pace con l’universo e l’anziana madre vedova (ribattezzata non a caso con l’appellativo “il colonnello”), la quale lo tratta con eccessive premure nonostante i propri malanni a cui badare.
I legami sentimentali non sono pervenuti. Le donne compaiono esclusivamente come costanti avventure sessuali non prive di intoppi o necessità di aiuti farmaceutici, anche se il protagonista sarebbe spesso desideroso di autentico affetto.                

Il lavoro, infine, non gli dà alcuna soddisfazione. Perché, anche se Scelsit grazie al mestiere di scrittore riesce ad arricchirsi e potersi concedere ogni tipo di lusso, il “successo” è possibile esclusivamente grazie alla realizzazione di una serie di gialli di bassissima lega, firmati sotto pseudonimo e venduti negli autogrill.
Tutti gli anni passati a rincorrere fama e successo come integerrimo scrittore “maledetto […] stimato anche se poco letto” vengono vanificati nel momento in cui Scelsit accetta la proposta di narrare le insignificanti imprese del commissario Stan Dolero. La ricchezza che gli deriva da un tale compromesso finirà per schiacciarlo, senza riuscire mai allo stesso tempo ad abbandonare del tutto la propria vita da persona “ordinaria”.


L’unica conclusione possibile è arenarsi in una vera e propria patologia mentale, scontata in gran segreto tra i muri di una camera d’albergo accessibile esclusivamente al fratello e pochi amici fidati, proteggendosi da un mondo esterno divenuto troppo crudele. Il mondo in cui Franco Scelsit viene in breve tempo dimenticato da tutti mentre il suo doppio, Rodolfo Simonetti, lo pseudonimo adottato per firmare le avventure di Stan Dolero, è sempre più acclamato dalla collettività.


Per acquistare l'opera completa visita il sito di Neo. Edizioni


Luca Reinero Luca Reinero