3 maggio 2017

Inter(s)vista - Eugenio Cesaro - Eugenio in Via di Gioia

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Inter(s)vista - Eugenio Cesaro - Eugenio in Via di Gioia

A due settimane dall'uscita del nuovo album, Tutti su per terra, lo staff di Switch on Future incontra Eugenio Cesaro, cantante e compositore dei testi degli Eugenio in Via di Gioia. Una densa chiacchierata su testi, musica, videoclip e tanto altro.

Le canzoni degli Eugenio in Via di Gioia sono sempre simpatiche e mettono allegria e anche i loro concerti sono simpatici e allegri. Per logica conseguenza, anche gli Eugenio in Via di Gioia devono essere simpatici e allegri: con questa altissima aspettativa abbiamo incontrato Eugenio Cesaro, cantante e compositore dei testi delle canzoni.  Per fortuna nessuna delle nostre aspettative è stata delusa: Eugenio si è dimostrata una persona disponibile, dinamica, molto sveglia, ma soprattutto allegra e simpatica.

A onor del vero, ascoltando con attenzione i testi del nuovo album Tutti su per terra, emerge una visione tutt'altro che allegra del presente e del futuro al quale siamo destinati. Una visione molto negativa che si nasconde senza grossi risultati dietro a motivi frizzanti che accompagnano testi molto più seri, più arrabbiati e molto più complessi rispetto ai lavori precedenti.

Testi che hanno fatto penare Eugenio, che li ha scritti, e incavolare tutti gli altri membri del gruppo che fino a due mesi prima della realizzazione “continuavano ad aver solo bozze buttate lì”. Tanto che su alcuni testi avrebbe voluto lavorare ancora, ma bisognava registrare.

Sì perché, come ci racconta lui stesso, Eugenio tiene molto ai testi e questo ha influito anche sulla scelta dell’accompagnamento musicale. “Cose tranquille”: agli inizi solo chitarra acustica, piano, fisarmonica – che Emanuele Via ha imparato a suonare in un mese – e poi cajon, perché la batteria fa troppo rumore.

Insomma, i testi devono “passare come prima cosa”. È però difficile decidere quali degli elementi che compongono il nuovo album, caratterizzato da una ricerca sul suono maggiore rispetto ai loro lavori precedenti, passi per primo. Ricerca che ha portato i suoi frutti, perché il cambiamento arriva spiccato e piacevole anche alle orecchie musicalmente più profane. Se ne potranno accorgere di persona quei fortunati che si sono già impossessati del biglietto per i concerti del 5 e il 6 maggio al cap10100.

E parlando di innovazioni, come non citare il videoclip di Giovani illuminati? Il primo video in Hyperlapse girato in Italia: ben 42 mila fotografie messe abilmente in sequenza dal regista Dario Calì. Fotografie che raccontano: “questo ragazzo che rimane sempre fermo nella sua stanza, le candele intorno a lui scendono velocissime e lui si muove attorno a tutto il mondo e si accorge che il tempo è passato perché le candele si stanno spegnendo, e lui è rimasto fermo tutto il tempo. Quindi è questo l’obiettivo del video: muoversi stando fermi.” Un’efficace metafora del modo di vivere odierno e dominato dalla tecnologia in cui si vivono migliaia di vite contemporaneamente eliminando i concetti di tempo e spazio, perché tutto avviene sempre nello stesso momento.

Stile completamente diverso per il videoclip di Chiodo fisso. Un corto di animazione 2D realizzato dalla sorella del cantante e di cui tutti quanti si sono innamorati a prima vista.  Quando a distanza di mesi la canzone è stata completata si sono accorti che calzava a pennello, per ritmo e significato: l’importanza del rapporto simbiotico tra uomo e natura, perché se uno domina l’altro, tutti e due sono destinati a morte certa. Un’efficace combinazione per un risultato che si commenta da solo.

Di particolare interesse è anche la passione di Eugenio per il mondo Disney che non solo lo accompagna da quando è nato ma, come dice lui stesso “mi accorgo che molti temi, che voglio affrontare o che mi ispirano quando sono a casa, sono temi toccati, affrontati anche dalla Disney nelle canzoni, in modo allegro, spensierato. Ma il bello della Disney e che mi piace molto, soprattutto in alcuni frangenti, è che riesce ad arrivare agli adulti con un livello di lettura e ai bambini con un altro.  Ed è un po' il modo che abbiamo avuto sempre noi di lavorare. Parlano a due livelli in modo pulito e perfetto, a più di due: bambini, adolescenti, tutto! È quello il nostro obiettivo. Arrivare a tutti trasversalmente”. Insomma, non solo Eugenio appartiene a una generazione segnata dai vari Aladdin, Mowgli e via dicendo: ha fatto propri questi personaggi, riversandoli nelle sue canzoni.

Ci avviamo alla conclusione dell’intervista con una domanda classica, ovvero tre consigli da dare a chi ha voglia di rimboccarsi le maniche ed entrare nel mondo del cantautorato.

“Partiamo dal presupposto che secondo me ogni genere ha una gavetta diversa. Se sei un cantautore poni l'attenzione massima al testo, se invece fai musica diversa (rock o qualsiasi altro genere) poni molta attenzione alla parte musicale e trova il modo di arrivare a più gente possibile. Ma parti sempre dal basso, perché passare dalla strada breve è sempre un problema. Anche se hai 40-50 anni, parti sempre dalla parte più bassa che puoi e da lì a crescere”. Si rivela così un’aspra critica nei confronti di tutti i talent show a cui lui e gli altri membri del gruppo hanno deciso di non partecipare, nonostante le numerose proposte.

Impara a stare sul palco. Molti gruppi pretendono un sacco: di essere ascoltati, che gli altri vadano ad ascoltarli, che i locali li paghino - giustamente, perché se fai una performance vuoi essere pagato. Però molto spesso non si rendono conto che il loro spettacolo non vale la pena di essere pagato. Allora meglio lavorare su sé stessi, essere un po' più umili e chiedersi che cosa posso migliorare”.

Chiude la sequenza: “La costanza è fondamentale. Già solo a partire dai social network, un post al giorno è molto meglio che fare 10 post in due giorni, poi non farne nessuno, farne altri 10 tra un mese. La costanza invece premia sempre”.

La nostra chiacchierata con Eugenio Cesaro è stata ricca e interessante. Ci ha anche svelato una serie di altarini che non vi riveleremo. Faremo finta di niente, come se non ci avesse raccontato nulla, per mantenere quel velo di mistero che da sempre avvolge i musicisti e li rende più affascinanti agli occhi dei loro fan. Non vorremmo certo privare nessuno di quest’aura!

Ci congediamo chiedendo al nostro ospite di cantarci un brano dal quale lui o tutto il gruppo si sia sentito particolarmente ispirato. Nel dubbio, ce ne ha cantati due: uno per lui e uno per il gruppo, lasciandoci nell'indecisione di dover scegliere. Senza rivelare altro, vi lasciamo alla voce di Eugenio. Buon ascolto!




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