21 agosto 2018

Intervista ai Pinguini Tattici Nucleari

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Intervista ai Pinguini Tattici Nucleari

Dal 23 al 25 agosto, a Vinadio, il Forte Albertino sarà teatro del Balla coi cinghiali 2018. Switch on Future sarà presente per tutto il festival con attività e una selezione di editoria indipendente (qui l'evento). I Pinguini Tattici Nucleari saliranno sul main stage giovedì 23 alle 23:30 e noi gli abbiamo fatto alcune domande in vista del concerto. Ci ha risposto Elio, tastierista della band.

Siete probabilmente il gruppo più progressive della scena indie: nelle vostre canzoni  si nota una certa intolleranza per lo schema "cassa dritta e giro di Sol". Come componete? La vostra musica nasce da jam session?

In realtà non discriminiamo nessuno e il giro di sol non ci sta antipatico per nulla, e dico sul serio: ha dato da mangiare a diverse centinaia di autori nel corso dell'ultimo secolo. Per quanto riguarda la nostra fase compositiva, le canzoni sono scritte da Riccardo, sia per i testi che per la musica. Poi ci si lavora assieme in sala prove o in sala di incisione, ma il grosso del momento creativo è uno spazio suo.

I vostri brani sono costellati da citazioni, anche musicali, che personalmente considero una forma molto potente di sintesi. Siete d’accordo? È questo l’utilizzo che ne fate?

Non avremmo usato la frase “forma molto potente di sintesi” perchè non facciamo i professori di estetica in università, però sì, ci piace ammiccare al lavoro di altri. A volte lo facciamo così, per vedere l'effetto che fa sull'ascoltatore, altre volte lo facciamo per vedere se l'ascoltatore se ne rende conto (e per sfidare quello più accanito tra loro a trovarle tutte), a volte lo si fa per veicolare qualche suggestione un po' più indirettamente, a volte lo si fa per omaggiare, altre volte per dileggiare... Ci piace dare un po' di strati possibili di lettura alla nostra musica, e le citazioni aiutano molto in questo senso.

Il testo di Irene è molto forte, a tratti anche violento. Ci raccontate da dove viene?

Dalla testa di Riccardo dopo una storia d'amore finita male. Una delle molte che sono finite male nella nostra storia personale e collettiva con le storie d'amore.

In Gioventù brucata prendete le distanze da una generazione che passa le domeniche all’IKEA e le serate a ubriacarsi parlando del futuro. Premesso che io non faccio altro, ma voi dov'è che le passate le domeniche pomeriggio?

Nell'ultimo periodo quasi sempre in furgone di ritorno dai concerti del sabato sera. Oppure quando non siamo in giro, ciascuno di noi si rintana in un antro diverso per imparare i segreti dell'universo o di qualche scienza occulta. Io personalmente reputo di essere molto vicino alla sintesi della pietra filosofale, è un progetto a cui ho dedicato decine di domeniche pomeriggio negli ultimi anni.

Ho nel cuore la canzone che Riccardo ed Eugenio Cesaro hanno dedicato a Salvatore Aranzulla per Kahbum. Penso che abbiate in comune con gli Eugenio in Via di Gioia un certo approccio alla musica, che vuole trasmettere soprattutto gioia e innocenza. È così? Vi sentite affini a loro?

C'è un sacco di amicizia, di stima e di rispetto (oltre che di attrazione erotica) tra noi e gli Eugenio. Altra cosa che ci accomuna è avere dei frontman pazzerelli e con la parlantina sciolta. Per il resto, in realtà, quello che suoniamo è piuttosto diverso, dal punto di vista delle sonorità e dello stile, quindi questo accostarci, che sentiamo spesso, ci fa piacere ma non ci sembra del tutto sensato. Ah giusto, poi ad accomunarci c'è il fatto che abbiamo entrambi nomi lunghi che i genitori dei nostri fan fanno fatica a memorizzare.


Andrea Borio Andrea Borio