15 maggio 2017

La passione secondo Matteo


La passione secondo Matteo

TITOLO: Il vangelo secondo Matteo

AUTORE: Paolo Zardi

CASA EDITRICE: Neo

ANNO: 2017

Così come per la Matthauspassion di Bach, anche nell'opera di Paolo Zardi l'attenzione è incentrata sull'uomo. Sulle sue miserie, sulle debolezze. Sul tragitto verso il monte Calvo più che verso la resurrezione, così come sulle difficoltà del cammino più che sulle soluzioni.


Il romanzo (che potete trovare qui ) prende vita con un sogno, che presto si fa chiamata. Da questo lato del display abbiamo Matteo, ingegnere sulla quarantina, con una buona posizione economica, una famiglia nella norma, due gemelli di pochi mesi e una linea retta che è la propria vita.

Dall'altra parte suo padre, Giovanni. Un uomo che millanta una vita piena,  amicizie influenti e una scarsa dedizione verso la prole. Il tema dell'insolita chiamata è la sua richiesta di una riunione di famiglia, niente meno che a Voronyhrad, remota cittadina a est di Kiev. L'estremo attaccamento al senso del dovere e una ferrea morale cattolica, non faranno dubitare un secondo Matteo.


A fargli compagnia nel viaggio verso il padre, troviamo la sorellastra, Giulia, nata da un'altra relazione di Giovanni. Giulia è una donna con forti alterazioni di equilibrio, senza un vero mestiere, ma con aspirazioni artistiche. Ha una casa e un compagno entrambi carenti sotto molti punti di vista. Prova per il padre ipopresente un'ammirazione ai limiti della venerazione. Per molti aspetti rappresenta l'opposto di Matteo: sono entrambi convinti che l'altro sia in errore, che il modo giusto di vivere sia unicamente il proprio. Cercano di trascinare l'altro verso il proprio modo di pensare, ma non si accorgono che più che tirare, sono inevitabilmente spinti l'uno verso l'altra.


Nella chiamata a raccolta di Giovanni, non c'è una tardiva retromarcia, un cambio di visione del mondo. Non è l'ultimo appello per fare ammenda per le proprie mancanze. E' piuttosto l'estrema richiesta di attenzione - in perfetta sintonia con la sua intera esistenza - di un pubblico per un ultimo tragico racconto.  Scevra però da calcoli, da intenzioni nascoste, tanto che l'effetto – forse non voluto-  sarà comunque un riavvicinamento, una sorta di resa dei conti: un confronto senza filtri tra padre e figlio.


La genesi di questo romanzo risulta alquanto travagliata, come spiega lo stesso autore, articolata nel corso di quasi due lustri. Ha avuto molti momenti iniziali, molte ripartenze, ma la linea guida risulta ben individuabile: “ Ricordo che un giorno ero casa dei miei, e mio padre aveva sullo stereo di camera sua “La Passione secondo Matteo” di Bach. Era il 2008, o giù di là.” A questa si è aggiunta successivamente l'idea dei personaggi (che fecero capolino, a volte solo abbozzati, già in altre opere dell'autore). Il romanzo è suddiviso in tre atti, intestati ai tre personaggi principali. Ma è una storia del tutto lineare, anche sul piano narrativo, come se in realtà i tre fossero un unico esposto a tre età diverse del sole.


Di sé stesso l'autore dice: “Non sono uno scrittore, questo lo so per certo. Sono un essere umano che vive, pensa, prova sentimenti, qualche volta scrive, esplora, mugugna, soffre, e ama, sorride, talvolta ride, alleva, condivide, legge e ascolta musica, si guarda intorno, crea teorie su ogni cosa, lavora, suona (male) il pianoforte, parla, guarda, e sente”Ma a pareggiare i conti, Zardi ci lascia queste pagine -  da leggere a più riprese - come a voler smentire la sua stessa confessione.


Gabriele Cesana Gabriele Cesana