8 agosto 2016

La recensione di Elementare, cowboy


La recensione di Elementare, cowboy

Quando racconto la trama di un film o di un libro giallo non so mai a che fino a che punto continuare a raccontare senza svelare troppo della trama, così finisco per dire non dire quasi niente o (più spesso) rovinare i colpi di scena. Questo solo per dire che ho preferito prendere la trama direttamente dal sito di CasaSirio: visto che questo è il loro pane, sono certa che sappiano quando è il momento di fermarsi. Allora. 

1893, Montana. Old e Big Red Amlingmeyer sono cowboy in cerca di fortuna. Old Red è silenzioso, intelligente, fanatico di Sherlock Holmes. Big Red ha una passione per alcool e donne ed è solo leggermente più piccolo di una casa. Giunti al ranch “Dollaro Barrato” per qualche mese di lavoro, si imbattono nel cadavere dell’amministratore. Big Red prega suo fratello di non ficcare il naso nella vicenda ma, quando anche un loro compagno viene ritrovato con una pallottola in testa, Old Red decide di emulare il maestro Sherlock Holmes e risolvere il caso. Tra cowboy, fuorilegge e tantissima sabbia, la ricerca del colpevole li condurrà in un vortice di omicidi da cui solo la capacità deduttiva del detective inglese potrà salvarli.

In Elementare, cowboy trovano felicemente unione due generi letterari che difficilmente capita di veder convivere all’interno di uno stesso romanzo: da una parte siamo completamente calati in un’ambientazione western, fatto di vacche da marchiare, cavalli da domare e ricercati pericolosi sulla cui testa pende una taglia. Dall’altra, fin dalle prime righe, il giallo che muove la trama prende forma, la vita al ranch e le indagini si sovrappongono,il ritmo si fa incalzante, ed ecco che rischiamo di trovarci senza molti punti di riferimento.

Fortunatamente chi legge non è solo ad affrontare tale condizione, infatti con noi c’è Big Red. È lui infatti il nostro narratore, il quale ci si rivolge affettuosamente come ai suoi “cari lettori” Big Red non avrà un grande spirito investigativo, ma di certo è bravo a capire l'animo delle persone. Così ci prende un po’ per mano, spiegandoci di volta in volta le dinamiche che caratterizzano il mondo dei cowboy (una fra tutte, il piacere di infliggersi piccole umiliazioni a vicenda), ci racconta il passato della loro famiglia, dandoci così gli strumenti per capirne le aspirazioni e le frustrazioni. È la nostra guida.

Secondo un certo tipo di stereotipo, i generi su cui lavora Hockensmith, western e giallo dunque, non si caratterizzano esattamente per il modo in cui viene indagata la psiche dei personaggi. Ma a questo punto è chiaro che seguire fedelmente le regole prefissate di un certo tipo di scrittura e attenercisi non è tra le priorità dell’autore, il quale non esita a riempire i suoi cowboy di sfaccettature e ad aggiungere alla trama una storia famigliare e di riscatto sociale. Basti pensare a come, nel corso delle indagini, gli interrogatori condotti da Old Red siano fortemente ostacolati dal suo stato: a differenza del suo Sherlock, lui non gode della fama di grande detective: il rispetto dovrà guadagnarselo sul campo

 

Marta

 

 


Redazione SwitchOn Redazione SwitchOn