5 gennaio 2016

La recensione di Fears, Hopes and Maps


La recensione di Fears, Hopes and Maps
"Fears, Hopes and Maps" è il naturale, ottimo risultato della collaborazione tra due musicisti per molti versi maturi nel campo dell'elettropop. Il progetto è intestato a Stefania Salvato, a.k.a. Charlotte Bridge, un giovane talento italiano (ex Talk To Me) recentemente trasferitasi a Lussemburgo. Sua è la voce dell'album, onirica ma non inutilmente sovraccarica di effetti, ed è lei che suona i synth, colonna portante dell'armonia dei brani. A collaborare con Charlotte troviamo Edwin Aldin, eclettico artista lussemburghese già parte dei Natas Loves You, che si è occupato della ritmica dei brani con eleganza e concretezza: dovrete sforzarvi molto per convincere i vostri piedi a non tenere il tempo. Volendo cercare dei riferimenti culturali per il duo, oltre naturalmente alle loro precedenti esperienze, viene da pensare immediatamente al pop elettronico britannico alla Coldplay, ma è ben evidente a nostro parere la voglia e la capacità di andare oltre e sperimentare. Ottima la produzione, realizzata al Bonus Noise Studio dello stesso Aldin. L'album è distribuito gratuitamente sul sito dell'etichetta indipendente Bonus Noise Records. Riassumendo, la collaborazione tra i due artisti ha dato ottimi risultati e ci auguriamo di trovarli ancora insieme in altri lavori. Nel frattempo, raccomandiamo caldamente l'ascolto di questo lavoro. In particolare, ci sentiamo di segnalare i brani "The Edge", dai delicati intrecci, e "Dunes", che concentra molte idee interessanti.


Redazione SwitchOn Redazione SwitchOn