26 luglio 2016

La recensione di Mailand


La recensione di Mailand

E così con Mailand ho fatto conoscenza con l’ultimo nato dello scrittore Nicola Pezzoli (è lui stesso sul suo blog Zio Scriba, a presentare i propri libri come figli). Anche se in verità, leggendo questo romanzo, più che avere l’impressione di aver conosciuto il terzo di una nidiata, mi è sembrato invece di rincontrare qualcuno dopo averlo perso di vista per un po’ di tempo.

Come una vecchia zia che non vede il nipote “da quando era alto così”, ho in parte ceduto alla tentazione di confrontare il bambino di un tempo col ragazzo che mi sono trovata davanti leggendo Mailand (anche se mi sembra importante precisare che il non aver letto gli altri libri della saga non compromette assolutamente il piacere della lettura del singolo).

Gli anni sono passati, e Corradino non è più un bambino. Tanto per cominciare adesso è Konrad (non Conrad, come lo scrittore, proprio affinché non si monti la testa) e parallelamente al suo percorso universitario, mosso dal classico senso di colpa del fuori corso, si è trovato un lavoretto part-time. Presso un'agenzia che confeziona biglietti di addio ad hoc per aspiranti suicidi. Non ha risolto il suo complesso edipico, è segretamente innamorato del suo compagno di stanza, ha sbagliato facoltà.

La sua vita, insomma, è un casino. Ma il nostro protagonista non è certo a corto di risorse: da una parte possiede uno straordinario spirito di osservazione, per quanto talvolta fin troppo severo, il quale gli permette di avere un punto di vista sulla vita e su ciò che lo circonda sempre originale. E dall’altra ha dalla sua la forza di un’incredibile (auto)ironia, che si esprime principalmente attraverso neologismi e giochi di parole.

Grazie a queste riesce sempre a venire a capo di tutto e – per come ho imparato a conoscere Corradino – da lui non mi sarei aspettata altro.

Ancora una volta, il piacere non è nella trama in sé (per quanto in un paio di occasioni questa si colori di tinte gialle, rendendo la narrazione incalzante), ma nei numerosi flash-back e nei ricordi dell'infanzia, dimensione in cui Pezzoli dà il meglio di sé, negli incontri più o meno fortunati di Corradino, o forse nel sentirsi il quarto giocatore seduto sul tappeto a giocare un’interminabile partita a Risiko tra coinquilini.

 

Marta


Redazione SwitchOn Redazione SwitchOn