4 gennaio 2016

La recensione di Notes from the reptiles' mouth


La recensione di Notes from the reptiles' mouth

“Notes From The Reptile’s Mouth” è il titolo del disco d’esordio dei Pluvian, trio padovano formatosi a cavallo del 2012 e del 2013. I Pluvian possiamo dire che sono un “gruppo unplagged”, nel senso che la parte strumentale è composta da due chitarre acustiche senza la parte ritmica. Ed il risultato è sicuramente affascinante. Non possiamo collocarli un genere definito, in quanto spaziano tra diversi stili: dal country al folk, passando per tinte di grunge e di brit-pop. Vi sembrerà di ascoltare le canzoni che vengono definite “ballads”, che molti considerano come i migliori brani di una band rock/metal (tipo “Nothing Else Matters” dei Metallica,“Time of your life” dei Green Day o “Don't cry” dei Guns n' roses). Lo schema musicale chitarre acustiche più voci su cui si fondano tutte le canzoni potrebbe risultare difficile da sopportare per tutta durata di un disco, invece in tutte le tracce emergono spunti diversi e contrastanti, nuove sfumature e nuovi ritmi che ne danno un’accezione moderna e godibilissima. Per darvi un’idea passiamo da “My friend Lu” con una voce graffiata che ricorda Kurt Cobain al country/folk di “Mr Benzo” o a “G mud” dalle tinte brit-pop alla Oasis. Durante l’ascolto saranno molti i rimandi che vi verranno in mente, da Simon & Garfunkel a Bob Dylan, fino ai Pearl Jam o Beatles. Ma attenzione! Questo non vuol dire che sia un disco tributo, anzi ci stupisce per come le sonorità e le liriche siano ben riuscite. Nel complesso ci sentiamo di dire che è un buon disco e i Pluvian sono una band da tenere sott’occhio!


Redazione SwitchOn Redazione SwitchOn