17 aprile 2016

La recensione di Yard


La recensione di Yard
I Veuve ci portano un carico di heavy metal, che declinano magistralmente nei canoni dello stoner. Il sound che ci investe è pieno e maturo, sorretto da una ritmica possente. La chitarra è pesantemente distorta e ci guida all'interno di visioni tanto solidamente disegnate da sembrare concrete, come un quadro surrealista. Sopra tutto, la voce è come quella di uno sciamano che conduce un oscuro rito. I padri spirituali della band sono sicuramente i Black Sabbath, iniziatori del genere e primi sperimentatori di composti sonori in grado di raccontare l'oscurità. Una pecca dell'album è sicuramente la qualità della registrazione, non sempre ottimale. Tuttavia, siamo sicuri che sarà apprezzato dagli amanti del genere e lo consigliamo a chi voglia provare a scalare il monte dell'heavy metal. In particolare, ci sentiamo di raccomandare la prima traccia del lavoro, We Are Nowhere, per il carico ipnotico del suo sei ottavi.

Redazione SwitchOn Redazione SwitchOn