Nuovo cinema italiano

Cinque film italiani di vario genere, poco mainstream e sulla carta interessanti e validi che usciranno nei prossimi mesi. Prendete carta e penna!

È arrivato il momento di prendere carta e penna. Oggi vi consigliamo infatti cinque film italiani tra quelli in uscita, poco mainstream e almeno sulla carta interessanti, in modo che, dopo la quiete cinematografica agostana, non vi trovi impreparati l'invasione di nuovi film che inizierà a settembre.  

THE END? L'INFERNO è FUORI di Daniele Misischia

Iniziamo in realtà con un film che esce già domani (14 agosto), per chi volesse approfittare dell'aria condizionata dei multiplex e dei brividi di spavento. È infatti un horror, con protagonisti gli zombie e l'apocalisse che portano in dote, che promette la giusta dose disangue, spaventi, tensione e "romanità". In cabina di regia c'è Daniele Misischia, esordiente nel lungometraggio dopo essersi fatto notare in una serie di film collettivi realizzati nel rigoglio sosottobosco underground dell'horror italiano sconosciuto in patria e apprezzato all'estero (segnatevi almeno un titolo - Oltre il guado di Giovanni Bianchini). La garanzia per gli appassionati del cinema di genere italiano è però la presenza dei Manetti Bros, produttori. Protagonista Alessandro Roja, il Dandy di Romanzo criminale.


LA PROFEZIA DELL'ARMADILLO di Emanuele Scaringi

Il 14 settembre uscirà in sala l'atteso film tratto da La profezia dell'armadillo, graphic novel d'esordio di Zerocalcare, scritto dal fumettista in collaborazione con Valerio Mastandrea e Johnny Palomba. Il fumetto è diventato culto anche perché considerato manifesto di uno spaesamento generazionale, rielaborato dal tono tragicomico e dal tratto inconfondibile dell'autore. Non un'operazione facilissima. La curiosità è quindi alta, così come l'hype per l'armadillo. Noi siamo fiduciosi e, ad ogni modo, può essere un tassello importante del dialogo tra graphic novel e cinema nostrani. Se tifate Roma, sappiate che nel cast ci sarà anche Vincent Candela.


RICORDI? Di Valerio Mieli

In queste pagine abbiamo parlato di Dieci Inverni (2009), lancinante film d'esordio di Valerio Mieli che raccontava un inseguimento sentimentale lungo 10anni. Un esordio promettente a cui purtroppo nonseguì un secondo film. Fino ad oggi. Il regista ha infatti ultimato il suo Ricordi? interpretato da Luca Marinelli (chissà se canterà di nuovo una canzone della Bertè) e da Linda Caridi. Sulla carta, un'altra complessa vicenda sentimentale che richiederà una scorta di kleenex. È infatti una storia d'amore raccontata attraverso i ricordi falsati e riletti dal tempo trascorso, dagli stati d'animo mutati e dalle nuove consapevolezze a cui la vita obbliga. Sniff e Sob.


L'OSPITE di Duccio Chiarini

Presentato al Festival diLocarno, L'ospite è il secondo film di Duccio Chiarini, chenel 2014 aveva realizzato un "piccolo-grande" film, Shortskin – I dolori del giovane Edo; una commedia gentile, lieve e agradolce che raccontava con sommessa stravaganza, senza cadere nella banalità e nell'anonimato, il quotidiano della provincia e dell'adolescenza. Tutto questo sembra tornare ne L'Ospite, che si presenta come un trattato sotto forma di commedia sulla liquidità dei rapporti sentimentali contemporanei e su una generazione il cui privato è il primo campanello d'allarme di una crisi più vasta. Ha le carte in regola per essere un buon prodotto "medio", leggero e non pretenzioso ma allo stesso tempo efficace e acuto; quella categoria in cui cioè il nostro cinema un po' latita.


MENOCCHIO di Alberto Fasulo

Cambiamo genere e sbarchiamo nella ricostruzione storica e rigorosa di una vicenda affascinante con Menocchio; la storia cioè di Domenico Scandella detto Menocchio, mugnaio che alla fine del Cinquecento affrontò il tribunale della Santa Inquisizione con una teologia tutta propria. Fasulo aveva fatto parlare di sé nel 2013 con Tir, film a cavallo tra il documentario e la finzione, e qui promette una ricostruzione storica visivamente affascinante, che dialoga con la pittura del tempo, potente e austera. Può essere uno di quei film per i quali si guarda il cinefilo che lo consiglia con un misto di pietà e compassione, ma che, una volta vinti i pregiudizi, affascinano.


Edoardo Peretti Edoardo Peretti