23 giugno 2017

Piemonte Movie ad Artico

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Piemonte Movie ad Artico

Ad Artico ci sarà anche uno spazio dedicato al cinema. Un cinema legato al territorio, ma capace di parlare linguaggi universali, realizzato da promettenti giovani registi e in grado di dire qualcosa sul cinema del presente come di suggerire qualche previsione sul cinema del futuro. Sabato 1 luglio alle ore 18 verrà infatti proiettata una variegata selezione di cinque cortometraggi selezionata da PiemonteMovie, con film che hanno partecipato alle ultime edizioni del PiemonteMovie gLocal film Festival

Sono opere realizzate da registi piemontesi e sono opere diverse tra loro; c'è per esempio l'animazione con Amore d inverno di Isabel Herguera, sceneggiato da Alessandro Ingaria. Un corto evocativo e poetico, che punta più sulla suggestione che sulla narrazione, riuscendo nell'intento di affascinare ed emozionare; ispirato alla tradizione del cinema d'animazione russo (almeno in una sequenza ricorda il celebre Racconto dei racconti di Jurij Norstein) e immerso nel paesaggio invernale delle Langhe, è la metafora dell'amore che i produttori di vino dedicano alle vigne durante il periodo invernale, la stagione più segreta e intima del loro lavoro .

La neve è protagonista anche in Neve rosso sangue di Daniel Daquino, racconto, fedele e preciso a livello storiografico quanto abile ad inserire elementi di finzione (si vedano, per esempio, i momenti di cazzeggio e di fraternizzazione tra i partigiani) in modo da rendere accattivante il racconto e possibile l'empatia con i personaggi, dell'eccidio di Valmala (nda; ValleVaraita), una delle pagine più tragiche della seconda guerra mondiale in territorio piemontese (il 6 marzo 1945 nove partigiani della Brigata Garibaldi furono trucidati dagli alpini della brigata Monterosa, nda). Una ricognizione storica allo stesso tempo completa e emozionante, rafforzata da una fotografia che esalta il bianco della neve e le atmosfere invernali, e capace, come detto, di coinvolgere quanto di documentare, senza cadere nella trappola di affidarsi esclusivamente alla "tematica importante".

Sceglie la strada del surreale per raccontare una solitudine e gli effetti lunghi e vischiosi di un lutto familiare Quello che non si vede  di Dario Samuele Leone, che, con una già notevole maestria registica e con la capacità di esaltare i dettagli, parte da una situazione paradossale - che vi farà pensare due volte prima di prendere a calci una macchinetta del caffè nel caso non vi desse il resto - per affrontare in maniera originale un dramma intimista.

Più allegro e ottimista, ma altrettanto surreale nel tono e nella concezione di fondo,  è Tra le mie dita  di Cristina Ki Casini, un'originale storia "d'innamoramento" che cammina sul confine tra film e sentimentale e commedia, con una malinconia di fondo che svanisce nel lieto fine. Qui possiamo dire, volendo fare paragoni con le categorie critiche e storiografiche, di essere di fronte ad una sorta di "realismo magico"; il film, infatti, in parte ricorda esempi di certo cinema francese.




Edoardo Peretti Edoardo Peretti