PRESENTE ITALIANO: IL CINEMA CHE NON TI ASPETTI

Nella miriade di piccoli, medi e grandi festival cinematografici che costellano la penisola non è così ovvio trovare una manifestazione realmente significativa, che superi i confini della saga di paese e della selezione (anche quando interessante) un po' casuale di film; un festival con una sua coerente idea di cinema e che sia anche un laboratorio di idee e un'occasione per riflettere e fare il punto. Ecco, a Pistoia questo accade. Proprio in queste ore nella cittadina toscana si conclude infatti la terza edizione di PresenteItaliano: il cinema che non ti aspetti, manifestazione in continua crescita e che ha tutte le carte in regola per ritagliarsi un ruolo importante nella famiglia dei festival cinematografici italiani.

Presente Italiano, ideato e diretto da Michele Galardini, ha come fulcro il nostro cinema, quello meno ovvio e"mainstream", che non sempre vede la luce dei riflettori e del chiacchericcio giornalistico; quello più significativo, al di fuori di schemi consolidati, che merita di essere sostenuto e che scalfisce gli ancora troppo diffusi luoghi comuni per i quali il cinema italiano è tutto uguale e/o fa totalmente schifo. Non solo con i film, ma anche discutendo e riflettendo sullo stato delle cose. C'è il concorso, con una selezione di sei opere che in qualche modo propongono nuove strade, o nuovi modi d'affrontare strade consolidate, dirette da registi emergenti e variegate per genere e per diffusione. C'è il candidato all'Oscar A Ciambra  di Jonas Carpignano, il celebrato e visionario Indivisibili di Edoardo De Angelis, la dolceamara e kaurismakiana commedia Easy diAndrea Magnani, l'affascinante e poetica variazione sul cinema del reale I cormorani di Fabio Bobbio, l'inquietante e inquieto I figli della notte  di Andrea De Sica e due documentari; lo sperimentale The challenge  di Yuri Ancarani e il più tradizionale Liberami di Federica Di Giacomo

Altro punto di forza è la sezione dedicata al cinema sperimentale, che esplora i sottofondi della nostra settima arte riportando alla luce autori e tendenze importantiNe è un esempio uno dei registi più sfuggenti del nostro cinema, impossibile da codificare in poche parole, ma autore di un cinema stracolmo di umanità, che sia disperata o meno: LucaFerri, presente con il corto Colombi: Una storia d'amore che intercetta la storia del paese, svariando tra pubblico e privato, un po' come, in maniera diversa, fa Stefano Testa con Moloch, efficace variazione sul tema degli home moviesInfine,la retrospettiva dedicata a Ursula Ferrara, protagonista del "neopittorico", corrente della nostra animazione celebrata e codificata all'estero e ignorata in Italia, uno dei tanti esempi di miopia del nostro sistema culturaleè una corrente che punta (sintetizzando) sull'astrazione, sulla centralità dei riferimenti pittorici e artistici e su un fascino visivo quasi immediato e puro, per quanto le opere siano ricche di chiavi di lettura. 

Se fin qui abbiamo visto la ricognizione sul presente e la riflessione su un possibile futuro, non manca in PresenteItaliano il passato, ancora all'insegna della riscoperta di momenti un po' accantonati dalla memoria e dalla storiografia più diffuse.Quest'anno è stato il turno della riscoperta dei gialli di Sergio Martino. La concomitanza con iniziative editoriali ad hoc ha permesso una nuova ridefinizione critica e storiografica del quartetto di film (Lo strano vizio della Signora Wardh, Tutti i colori del buio, Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave I corpi presentano tracce di violenza carnalerealizzati tra il 1971 e il 1973), fermo restando il piacere di scoprirli o rigoderseli sul grande schermo.

Presente Italiano, festival pistoiese giunto alla terza edizione, conferma di essere una manifestazione in grado di ritagliarsi uno spazio importante nel panorama dei festival cinematografici italiani.




Edoardo Peretti Edoardo Peretti