1 giugno 2017

Girless - I Have a Call

#folk #recensione #musica

Girless - I Have a Call

Le storie di sette suicidi e un "suicidato" vengono messe in musica con semplicità, eleganza e concretezza, come se provenissero da una nuova collina di Spoon River.

TITOLO: I Have a Call
ARTISTA: Girless
ETICHETTA: Stop Records, To Lose La Track, TimTam Records
ANNO: 2017

Un po' Dylan, un po' Phil Ochs, un po' Simon & Garfunkel, a tratti punk, Girless ci regala otto brani nudi e crudi, raccontandoci di sette morti suicidi (Ernest Hemingway, Mario Monicelli, Primo Levi, Virginia Woolf, Vladimir Majakovskij, Luigi Tenco, Sylvia Plath) e un morto "suicidato" (Giuseppe Pinelli).

Come in una riedizione dell'Antologia di Spoon River, sono gli stessi protagonisti a raccontare, in prima persona, se stessi e i motivi che li hanno portati alla fine. Girless presta loro la propria voce, vestendo poco i brani con arrangiamenti che vogliono rimanere semplici per non sovrapporsi alle storie raccontate. I testi sono netti e concreti: quasi si sente il tonfo della caduta, l'odore della polvere da sparo, la durezza dell'acqua che toglie il respiro. Nonostante la semplicità, i brani hanno ognuno il proprio carattere e si bilanciano l'uno con l'altro creando momenti di rabbia, malinconia, sgomento e disperazione.

"I Have a Call" è un album che ha il pregio di sembrare sospeso nel tempo, di esserci sempre stato pur avendo ad oggi un paio di mesi di vita pubblica: mezz'oretta da dedicare alla riflessione su di sé attraverso la riscoperta dei protagonisti e delle loro storie uniche.


Andrea Borio Andrea Borio