2 maggio 2017

Roma Termini di Bartolomeo Pampaloni

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Roma Termini di Bartolomeo Pampaloni

Giovedì 4 maggio alle ore 21 verrà presentato in anteprima piemontese, grazie alla collaborazione tra Switch On Future e Associazione Museo Nazionale del Cinema e nell'ambito delle iniziative di Luoghi Comuni Residenza Temporanea Porta Palazzo, Roma Termini di Bartolomeo Pampaloni, documentario presentato al Festival di Roma nel2014 e vincitore di una menzione speciale.


Le stazioni ferroviarie non sono solamente luoghi, un po' anonimi, di passaggio e di transito; sono anche luoghi di confine. Confine tra chi vive la sua vita di tutti i giorni in maniera consueta e chi la vive in condizioni di marginalità e disperazione; confine tra la vetrina tirata a lucido con cui la città vuole presentarsi e le sacche di emarginazione, disagio e povertà che invece la città vorrebbe il più possibile nascondere. Tra chi in stazione si ferma al massimo per un caffè, un panino o per comprare la Settimana Enigmistica con la quale passare il tempo sul treno, e chi invece è costretto a considerarla casa propria e viverla come tale. Chi è passato almeno un paio di volte per Roma Termini e per le strade che la circondano si sarà reso conto che lì questi contrasti sono particolarmente evidenti; ogni giorno transitano circa 480.000 passeggeri, ma tra la folla di turisti e pendolari esiste un gruppo di persone che tra le mura, i negozi del centro commerciale e i binari è costretto a vivere, rendendo la stazione una sorta di seminascosta ma evidente città nella città.


Il documentario Roma Termini, esordio nel lungometraggio del fiorentino Bartolomeo Pampaloni, dà testimonianza di questa realtà; il regista segue le vicende e racconta la storia di Stefano, Angelo, Gianluca e Tonino, quattro homeless che, per motivi e storie diverse, vivono nel sottobosco della stazione romana. Sono quattro persone in caduta libera, ma che allo stesso tempo cercano, disperatamente, di preservare la propria individualità e di non finire definitivamente nell'oblio. La cinepresa segue la loro quotidianità e inchioda i volti sui loro rimpianti, le loro amarezze, le loro dipendenze e le loro paure. Lo fa con le stesse dosi di durezza che non nasconde gli aspetti più pesanti, fastidiosi e disperati e di partecipazione calorosa e vicinanza umana. Due toni che si riflettono anche nello stile di regia, dichiaratamente realista, da documento "duro e puro", ma sempre aperto a dettagli e momenti (che siano una particolare scelta di fotografia, le benissimo dosate incursioni della musica, l'utilizzo dei suoni della stazione o il particolare modo di far risaltare un volto) vicini ad una rielaborazione più astratta, talvolta quasi poetica. Grazie a ciò è tratteggiato con maggiore potenza il ritratto dei quattro protagonisti, e ancor più facile è essere partecipi delle loro storie e della loro condizione. Anche perché non ci sono manicheismo né pietismo d'accatto; le "zone d'ombra" dei quattro vengono accennate senza problemi, cosa che rende ancora più forte il loro ritratto. Il film di Pampaloni più che un documentario "sociale"diventa così un documentario "intimista", duro, sincero e allo stesso tempo partecipato e ricco di "pietas" nel senso più nobile del termine. 



Giovedì 4 maggio verrà presentato in anteprima piemontese, grazie alla collaborazione tra Switch On Future e Associazione Museo Nazionale del Cinema e nell'ambito delle iniziative di Luoghi Comuni Residenza Temporanea Porta Palazzo, Roma Termini di Bartolomeo Pampaloni, documentario presentato al Festival di Roma nel2014 e vincitore di una menzione speciale.


Edoardo Peretti Edoardo Peretti