28 settembre 2017

SUDORE #1: Lilith Ai


SUDORE #1: Lilith Ai

Sudore è il nome di una realtà nuova nello scenario musicale torinese, localizzata nel cuore della città, allo storico Magazzino sul Po, ideata e coordinata dalla casa di produzione e associazione culturale DEWREC. Questa rassegna di concerti prende avvio giovedì 28 settembre e consiste in una serata/evento al mese, caratterizzata dal coinvolgimento di una pluralità di artisti dalle più svariate sonorità. Noi di Switch On Future siamo coinvolti con grande piacere per la prima volta in qualità di media-partner, con la possibilità di seguire tutte le tappe di Sudore da vicino e darvi approfondimenti, curiosità e molto altro su ciò che andrete ad ascoltare. Dall’apertura all’headliner, fino al closing act/DJ set si susseguiranno sul palco artisti italiani ed internazionali, per dare vita ad un connubio unico, irripetibile, mondo a sé stante tenuto insieme dalla stessa musica, che dietro l’intrattenimento si fa spesso messaggio chiaro di ribellione, trasformazione, unione e coesione. Ed è proprio l’idea di fare musica insieme, della potenza della collaborazione tra linguaggi musicali ed artisti differenti, ciò che ha spinto la direzione artistica della rassegna a dare alla luce Sudore.

Sudore, materia liquida e di scambio, mezzo di contaminazione positivo e naturale, atto liberatorio in grado di lasciare sulla pelle un po’ di chiunque ci sia passato accanto e di accomunarci tutti, reale motore della performance artistica.



“Loud”, nel senso figurato del termine, è l’aggettivo che meglio descrive Lilith Ai, sfaccettata artista londinese. Cantante, chitarrista, illustratrice, fondatrice del collettivo femminile Fight like a girl, Lilith nasce nel North East della capitale inglese e si avvicina alla musica dopo essersi resa conto di quanto questa non la lasci mai sola e sia in grado di renderla davvero felice. Lei stessa scrive le storie che ci racconta: vicende urbane di solitudine, ai confini di grandi città, dove la musica è la vera forma di ribellione e messaggio di ottimismo. Tra le sue grandi passioni spicca quella per i fumetti, che colleziona da sempre e che la ispirano quotidianamente; andate a vedere il videoclip in formato cartoon di Yeah Yeahdove, tra le strade di un quartiere, prendono corpo le parole cantate da Lilith.

Lilith Ai sostiene che il suo cuore abbia un sussulto quando le si domanda in che genere di musica si possa collocare. Lei dice di scrivere i testi in modo folk, ma che poi adori sovrapporli a sonorità elettroniche, jazz, indie; la sua voce assume colori soul e blues, alternati spesso a frasi rap e hip hop, nonostante la sua anima resti funk. Molti la accostano a Tracy Chapman, Sonic Youth, Queen Latifah, ma tra gli artisti con cui lei vorrebbe duettare figurano Bjork e Bruce Springsteen. Insomma, Lilith è l’insieme sorprendente di queste parti, da godere nella versione live al Magazzino sul Po, dove la vedremo esibirsi alla chitarra, accompagnata da tastiere e percussioni.

Uno dei suoi primi singoli è Hang Though, storia di un padre che si rivela dopo vent’anni alla figlia, fatto a cui Lilith si trova ad assistere in prima persona, evento che la segna in modo particolare. La figura della donna, tra sensibilità e forza, inizia così a prendere forma nella sua mente e da qui nasce l’EP Riot, che al grido di “Riot! Riot! Revolution!” segna la prima importante tappa della sua carriera musicale, nel 2015. L’uscita dell’EP è accompagnata da un libro di illustrazioni della stessa Lilith e fotografie dell’amica Georgia May Jagger, che rendono quindi la musica segno tangibile di femminismo. La stessa idea di associare ad un album musicale la pagina illustrata, è riproposta nel 2016, quando esce il primo album Fight like a girl, prodotto dalla solidarietà femminile del collettivo di artiste “outsiders” creato dalla stessa Lilith.

Senza alcun dubbio perché è il suo primo tour in Italia e la sua unica data a Torino! Se ciò non bastasse, perché incarna il dualismo dell’essere donna, l’emotività e il coraggio. Con la sua scrittura diretta e sincera, sembra rivolgersi ad ognuno di noi, per ricordarci che anche dietro l’esperienza di vita più brutale, si celano comunque forme di conforto, dalla musica alla collaborazione tra forme artistiche ed esseri umani. Infine, quando Lilith sale sul palco ha la capacità di mettere a proprio agio chi la osserva. Cantando per immagini, scandisce a piena voce la denuncia alle apparenze dell’epoca in cui ci troviamo a vivere: “you don’t have to hold me/ I’ve learned to hold my own/ they said rude grrl”.

Forse proprio per il suo essere così empatica e vicina al pubblico, Lilith Ai si è spesso esibita nel contesto intimo del Sofar Sounds a Londra, di cui su Youtube trovate alcune esibizioni, come quella di Rude Grrl. Spotify, Soundcloud e iTunes è dove la potete ascoltare, Facebook dove potete restare aggiornati sulle sue novità e sulle date dei suoi tour. Meglio è sicuramente goderci il live, giovedì 28 settembre, Magazzino sul Po, per la prima serata di #Sudore.


Roberto Piumatti Roberto Piumatti