23 aprile 2018

SUDORE X Resistenza: Dunk


SUDORE X Resistenza: Dunk

Il 25 aprile quest’anno è allo sPAZIO211: nel locale torinese, vera e propria nicchia di gran qualità, c’è uno spettacolo da non perdere. Non soltanto  si celebra la giornata della liberazione, ma lo si fa anche a suon di bella musica, portata sul palco da Sudore. Protagonisti dello show, i Dunk, superband rivelazione dell’anno, connubio di musicisti già noti, carica esplosiva nuova ed inedita.



I Dunk hanno la forza delle realtà musicali di provenienza dei propri componenti, ma al tempo stesso la superano e ne prescindono. I fratelli Giuradei, cantautori indie rock, alla voce, chitarra e tastiere; Luca Ferrari degli storici Verdena alla batteria; Carmelo Pipitone dei Marta Sui Tubi alla chitarra. La struttura del gruppo è promettente e solida: gli artisti rivelano di aver coniato il nome da Dio Punk, fedeli allo spirito di anarchia e musica libera che li contraddistingue.








Il baricentro di ciò che i Dunk ci fanno ascoltare sta sicuramente nell’impeto sonoro della batteria e della chitarra che, come matite immaginarie, tracciano una linea al di sotto delle parole cantate. I testi, sinceri e poetici, sono fatti di un lessico prezioso e ricco. L’orecchio più allenato saprà riconoscere prestiti e rimandi a nomi importanti, come Foscolo e Murakami, Carmelo Bene e Samuel Beckett, sotto il marchio di quel pessimismo attivo capace di trasformare l’impotenza in “sogni di dinamite”.


Il gruppo è realmente la novità del momento: a gennaio 2018 è uscito infatti l’album d’esordio Dunk, seguito dalla partenza del tour in giro per l’Italia. Il disco, per la Woodworm Label, è stato registrato nella Taverna Studio, a casa dei Giuradei, tra le colline bresciane, dove gli artisti si sono rinchiusi per dieci giorni; loro stessi confessano di essersi divertiti molto e di essersi lasciati andare ad un’alchimia nata per caso e completamente naturale.







Perché li abbiamo già visti live e sono incredibili, ve lo possiamo assicurare. Perché vanno oltre la dimensione della canzone: musicisti che suonano insieme, voci diverse in un’unica trama. L’identità di ognuno si mescola a quella degli altri, pur restando fortemente riconoscibile; gli artisti si spalleggiano e si mettono in luce, dandosi respiro e lasciandosi spazio. “Tu che mi regoli/ e poi imiti/ non siamo unici/ se poi mi sbricioli/ di desideri ce n’è un prato/ guarda le stelle cos’han combinato”.


Domani sera per la festa più bella dell’anno a Spazio 211, sotto il segno di Sudore. Intanto potete seguire i Dunk su YouTube, Spotify e sulla loro pagina Facebook. Ma tenetevi pronti: con grande piacere la band è stata annunciata come ospite nella serata di sabato 23 giugno ad Artico, il festival dell’estate, organizzato a Bra da noi di Switch On Future. Quindi ci rivediamo presto , buon ascolto.







Chiara Gerbaldo Chiara Gerbaldo