19 ottobre 2017

SUDORE#2: cantautonomi e sigarette

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SUDORE#2: cantautonomi e sigarette

Per la seconda volta siamo scesi a bordo fiume ad ascoltare musica nuova, interessante e indipendente.

Sabato 14 ottobre è andata in scena, al Magazzino sul Po, la seconda serata di Sudore, la rassegna di concerti organizzata dall’associazione culturale torinese DEWREC. In questa occasione, l’evento si è inserito all’interno del MiC Festival, una serie di concerti che sono andati in scena in contemporanea in sei diverse città italiane, per la precisione Milano, Padova, Torino, Benevento, Roma e Parma.

Il primo a salire sul palco torinese è stato Massaroni Pianoforti, di cui potete trovare una scheda sul nostro blog. Il “cantautonomo” (così ama definirsi) si è posto fin da subito come un moderno menestrello, che canta della sua vita, dei suoi amori e delle sue sfortune. In pochi minuti l’atmosfera nella sala era di dialogo aperto con l’artista, che raccontava al pubblico gli episodi vissuti che hanno ispirato le sue canzoni, come quella volta che un ubriaco si è messo a gridare “Carlo!” fuori dal suo “moncolocale” rosso, episodio da lui cantato in Carlo (il passato è passato). Tecnicamente, il live si è svolto bene: il suono della chitarra era chiaro e ben bilanciato con la voce, permettendo a tutti di godere dei dettagli non banali che il musicista inserisce all’interno delle sue canzoni. È infatti da apprezzare il tentativo riuscito di andare oltre il semplice e dylaniano accompagnamento ad accordi, tramite intermezzi chitarristici molto ben eseguiti e amalgamati al resto dell’esecuzione.

Durante il cambio palco, un esponente del laboratorio culturale autogestito Manituana, sito in Via S. Ottavio 19 bis (di fronte a Palazzo Nuovo) ha presentato il progetto e raccontato storie di riappropriazione di spazi abbandonati, collaborazione e buone pratiche sociali: un momento importante e un grande merito per gli organizzatori della serata, per puntare l’attenzione su realtà interessanti del nostro territorio.

Gli headliner della serata sono stati i romani LeSigarette (qui la nostra scheda), energico e simpaticissimo duo di chitarra (Jacopo) e batteria (Lorenzo) che ha dato prova di grandi doti tecniche e ricercatezza nella composizione. Il loro live è stato brillante e ritmico, anche grazie all’intesa sul palco dei due musicisti, che da subito hanno catturato il pubblico e hanno saputo coinvolgerlo nell’esibizione per tutta la serata (facciamo ancora i complimenti a colei che ha indovinato la parola misteriosa mimata da Jacopo). Il motivo per cui il concerto de LeSigarette è stato molto apprezzato va, però, ben oltre le loro doti teatrali: l’imprevedibilità dei ritmi e la voglia di fare jam sono quello che ha reso unica la loro esibizione dal vivo. Niente è stato lasciato al caso, dalle melodie, cantate da entrambi con linee ben armonizzate, alle parti strumentali. La batteria irrequieta di Lorenzo creava percorsi ritmici al fulmicotone, sui quali la chitarra di Jacopo costruiva complessi e raffinati soli di accordi tra funky e jazz. Particolarmente d’impatto è stato il momento in cui Jacopo ha abbandonato la sua chitarra per lanciarsi in un duello alla batteria con Lorenzo. Il live si è concluso con un simpatico siparietto che ha visto Massaroni Pianoforti ballare sulle note di La musica non serve a niente.

A chiudere la serata, il dj e produttore FiloQ ci ha regalato un live in cui ha interpretato i brani del suo album JazzCrash, nato dalla collaborazione con il tanto compianto Jazz Fringe Festival torinese e segnatamente con il progetto Fringe in the Box, che ha creato una libreria di campionamenti di frammenti sonori eseguiti da alcuni artisti del Torino Jazz Festival. Attingendo da questo forziere, FiloQ ha creato delle interessanti visioni elettroniche. Gli abbiamo fatto alcune domande riguardo al suo lavoro.

Com'è nato il progetto JazzCrash? Come ti sei orientato all'interno dell'archivio di Fringe in the Box?
JazzCrash nasce dalla amore per la musica jazz da parte di uno che la musica la fa con il computer, dall'altra parte della barricata. Mi sono lasciato guidare dalle performance dei musicisti campionati nel Fringe Box da Pisti.

Il rapporto tra musica elettronica e jazz è sempre più stretto negli ultimi tempi. Secondo te perché? Di quali elementi della musica jazz può appropriarsi il tuo genere?
Non saprei dire se negli ultimi tempi vi sia stato un incremento di connubi tra jazz ed elettronica, sicuramente siamo in un momento storico in cui c'è una grande voglia di mischiare le carte in tavola e cancellare con la matita un po' di confini.

Infine, Sudore. Come hai preparato il tuo live?
Sudore ho eseguito per la prima volta il live che porterò in giro nel 2018 prima che esca il nuovo disco. Ho remixato tante cose di JazzCrash ed ho inserito una serie di nuovi brani e remix fatti nell'arco dell'anno. Un po' più di pumpa qua e là diciamo.


Queste sono le mie impressioni sulla seconda serata di Sudore, che si conferma come una rassegna da seguire per la sua originalità e indipendenza. Il 9 novembre, alla terza serata, io ci sarò. Sempre al Magazzino sul Po. Ci vediamo là.



Andrea Borio Andrea Borio