4 novembre 2017

SUDORE#7: Dagomago


SUDORE#7: Dagomago

“La miglior cura per qualsiasi cosa è l’acqua salata: sudore, lacrime e il mare” leggevo stamattina.
Siamo così arrivati alla terza puntata di #Sudore, rassegna musicale eterogenea nel cuore di Torino, al Magazzino sul Po, ideata dalla casa di produzione DEWREC. Noi di Switch on Future, come media-partner, stiamo seguendo da vicino ogni concerto e crediamo di poter dire quale sia, a nostro parere, il vero punto di forza delle serate. Gli artisti che abbiamo visto e vedremo sul palco condividono lo stesso spirito libero di fare musica insieme, in un dialogo continuo tra di loro, divertendosi, coinvolgendo il pubblico come se fosse parte integrante della musica stessa. Ci si sente a tratti nell’appartamento di un amico, a chiacchierare viso a viso con un musicista, a tratti nel club di una grande città, ad ascoltare brani dalle sonorità spesso inedite e sperimentali.



Il loro nome sembra un incantesimo potente o una filastrocca: i Dagomago nascono a Biella nel 2013, da Matteo Buranello, Andrea Pizzato e Luca Buranello, ma ben presto si trasferiscono a Torino, città a cui legano il loro esordio musicale. Oggi, la formazione è aumentata, allargando le sue sonorità: Silvia Zambruno, Eugenio Mazzetto, Maurino Dellacqua e Ruben Dimitri sono entrati a far parte della band. Il loro nome è come la loro anima: scanzonata, irriverente, manifesto di una generazione che, per sopravvivere, fa ironia dei luoghi comuni e delle etichette in cui si vede costretta.








Il loro è un percorso inverso a ciò a cui di solito assistiamo. Partiti con un primo album decisamente electro-pop, i Dagomago arrivano oggi ad eliminare quasi del tutto i synth per dirigersi verso un indie di stampo anglosassone, colorato però da tinte tropicali. Il risultato è un pop alternativo che, nonostante l’influenza UK, risente molto dell’esperienza italiana mediterranea, dallo Stato Sociale agli Ex-Otago. Mettete a confronto il loro primo singolo La fuga del cervello con il loro più recente Senza cognizione e ve ne renderete conto voi stessi (esplicativi i relativi videoclip!).


Evviva la deriva, il loro primo album dal titolo decisamente evocativo esce nel 2014 ed è subito un successo su Repubblica XL e MTV New Generation. Ma l’anno della consacrazione è il 2015, quando i Dagomago si classificano come Best Arezzo Wave Band su oltre 2000 proposte. La vittoria consente loro di volare a New York per esibirsi alla CMJ Music Marathon! La curiosità è che gli stessi artisti rivelano di aver ottenuto un buon riscontro dal pubblico statunitense, a tal punto che una coppia ha chiesto loro di suonare al proprio matrimonio! Il 2017 è invece l’anno del secondo album, in uscita a breve, anticipato da Senza cognizione.




Questa è la sola occasione di vederli live, in questa formazione, prima dell’uscita del loro nuovo lavoro. E’ stato quasi interamente un anno di pausa dai concerti per i Dagomago, quindi la partecipazione a Sudore è realmente un evento unico. E poi è la loro musica il motivo stesso per fermarsi ad ascoltarli: un sound così ricco e particolare, contrastante, legato a parole che, ben lungi dal qualsiasi ottica pessimista o moralista, descrivono con ironico nichilismo la condizione in cui tutti noi ci troviamo a vivere oggi.

New York, Arezzo, Montreux sono solo alcuni dei luoghi dove i Dagomago si sono esibiti. Bellissima la partecipazione di Matteo e Luca a Fuori Catalogo, dove, parlando di pirati, personaggi leggendari e ribelli protagonisti dei romanzi d’avventura dell’800, sembrano finire con l’accostarli a noi, “noi che non esistiamo più come le cabine del telefono/ e noi/ noi non esistiamo più/ noi siamo come rottami che non hanno niente da perdere”. Preparatevi al live seguendoli sul canale YouTube, iTunes o Spotify. Ci vediamo giovedì 09 novembre al Magazzino sul Po, in pieno beat tropicale.



Chiara Gerbaldo Chiara Gerbaldo