5 dicembre 2017

Sudore#8: rock

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Sudore#8: rock

Sudore chiude il 2017 alla grande con una serata tutta rock. Vi raccontiamo com'è andata.

L’ultima serata di Sudore di questo 2017, andata in scena venerdì 1 dicembre, è stata, come da pronostico, intensa, caldissima e sudatissima. È difficile rimanere oggettivi e distaccati di fronte a due concerti che dal punto di vista puramente tecnico non hanno pecche significative e dal punto di vista umano sono stati superlativi. zYp ed Etruschi From Lakota hanno, per certi versi letteralmente, tirato giù il locale.

Cominciamo dagli zYp,il gruppo di casa, i primi a salire sul palco e i più sorprendenti da vedere dal vivo (senza nulla togliere ai loro compagni di palco). La carriera dei quattro torinesi è appena all’inizio (hanno presentato l’autunno scorso il loro primo EP, Non sapevamo scegliere”, in anteprima a Chiamata alle Arti) e quando li vedi salire sul palco sembrano i tipici quattro liceali che hanno formato una band dopo aver preso qualche lezione di chitarra. Quando cominciano a suonare, però, dimostrano tutta la solidità di chi sa bene quello che vuole ottenere ed è disposto a tutto per ottenerlo. Lo si è visto da subito, quando, dopo un introduzione strumentale distorta e psichedelica che ha mandato tutti in brodo di giuggiole, il gruppo ha cominciato a sperimentare qualche problema con la chitarra solista suonata da Gabriele Perrero. Il chitarrista ha reagito con un’energia che ha portato subito il pubblico dalla sua parte e parallelamente al concerto è andata in scena la lotta tra arte e tecnica, conclusasi con due corde rotte e un amplificatore per terra. Gli zYp hanno sfruttato l’atmosfera famigliare e confidenziale di Sudore per suonare alcune canzoni che andranno a comporre il loro primo album, che sarà prodotto da DEWREC e uscirà, secondo alcune indiscrezioni, nell’autunno 2018. A giudicare dalle anticipazioni e nonostante i pezzi siano ancora necessariamente in fase embrionale, il primo lavoro del quartetto torinese promette di essere un degno seguito dell’EP già fuori, mantenendo lo stile blues-rock che sta facendo la fortuna della band.

Headliner della serata, gli Etruschi From Lakota hanno fatto, semplicemente, gli Etruschi From Lakota. I toscani portano sul palco uno stile unico, che prende il blues e il rock anni ‘70 e lo cala nel mondo di oggi, con testi irriverenti e  brani deliziosamente ricchi di citazioni musicali che è un piacere andare a scovare, almeno per i più nerd. Il loro concerto si è concentrato principalmente sui brani del loro ultimo album, “Giù la testa”. Il talento vocale e strumentale del gruppo è particolarmente alto e personalmente ho trovato esaltante seguire gli infiniti cambi di strumento di Tom Newton (armonica, flauto traverso e tastiere) e i duelli che ingaggia con il chitarrista Simone Sandrucci. In pieno stile Sudore, gli zYp non hanno mancato di fare un’irruzione sul palco travestiti da indiani, ad incitare il pubblico e rendere la serata ancora più sudata.

Per chiudere la serata come si deve, il cantautore piemontese Lo Sburla ha vestito i panni di dj per farci ballare con della sana musica indie italiana e del rock d’annata.

Dopo le quattro serate di quest’autunno che hanno visto noi di Switch On Future in prima fila, è il caso di stilare un bilancio. Sudore è nato dalla passione di pochi appassionati idealisti, che volevano creare una rassegna innovativa che avvicinasse il pubblico al musicista e i musicisti tra di loro: una comunità, insomma. Dalla prima data di fine settembre, il progetto è cresciuto, ha preso consapevolezza, ha creato le sue piccole tradizioni e un suo stile. Spero non vi siate persi, ad esempio, il canale YouTube sul quale sono stati caricati, dopo ogni serata, i video realizzati dal collettivo FRANA con stile fresco e sempre originale. La rassegna continuerà nel 2018 e, dalle anticipazioni che ci sono arrivate, ci saranno delle sorprese.


Andrea Borio Andrea Borio