7 settembre 2017

Venezia 74: Ammore e malavita, Brutti e cattivi e Gatta Cenerentola

##recensione

Venezia 74: Ammore e malavita, Brutti e cattivi e Gatta Cenerentola

Nella nutrita comitiva italiana presente alla 74° edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia ci sono tre film collegati da un elemento comune: la rappresentazione delle realtà più problematiche di Roma e di Napoli attraverso le regole del cinema di genere dichiarato e pure un po' estremizzato e attraverso un approccio popolare.

Iniziamo da Ammore e malavita  dei Manetti Brothers - non esattamente dei neofiti (fanno cinema e videoclip da circa 20 anni) ma sempre rimasti nell'ambito del cinema indipendente, e quindi adatti ad essere ospitati in queste pagine. Il film è stato presentato in concorso ed è stato accolto con entusiasmo, pure leggermente eccessivo, sia dagli addetti ai lavori che dal pubblico. Ammore e malavita trova la sua linfa vitale nell'unione tra il musical ironico e parodico rispetto alla tradizione della canzone napoletana e il film d'azione d'ambientazione camorristica, anche in questo caso affrontato con atteggiamento burlesco. Il gioco funziona bene divertendo e cogliendo pure qualche obiettivo satirico; emblematico e geniale è, per esempio, uno dei primi numeri musicali, nel quale un gruppo di turisti statunitensi si abbandona in un canto di giubilo dopo essere stati scippati a Scampia. Peccato che duri troppo - 133 minuti - e che ad un certo punto inizi quindi a girare un po' su se stesso, perdendo una parte del mordente  e della capacità di coinvolgere mostrati all'inizio. Rimane, ad ogni modo, un film molto divertente e a tratti pure efficace, che conferma la poetica verace dei due autori simbolo del cinema italiano popolare contemporaneo.

Simile, ma più cattivo e decisamente tamarro Brutti e cattivi dell'esordiente Cosimo Gomez, ambientato in una Roma periferica abitata da nani che fanno rap, mendicanti senza gambe, donne calcolatrici senza braccia, rasta con il cervello bruciato dalla droga, prostitute e mafiosi cinesi e russi. è un "heist movie" (cioè un film che racconta una rapina), all'insegna del politicamente scorretto e del cinismo. Un film cattivo e torvo, e, se vi piace il genere, a tratti esilarante, che speriamo non venga visto da chi è rimasto scandalizzato dalla pubblicità del Buondì e che nasconde tra le righe una visione sconsolata e cinicamente divertita di una società "mostruosa" esternamente e interiormente, di un luogo che non ha più coordinate morali e culturali. è una grande bruttezza che costituisce il lato più popolare e post-borgataro del nichilismo di Suburra e che pesca dalla tradizione della commedia all'italiana (ndr: definizione che non interessa tutte le commedie italiane, ma il filone che tra gli anni '60 e '70 ha dato uno sguardo tragicomico e amarognolo sul paese) degli anni d'oro: il titolo infatti rimanda agli emarginati senza speranza e coordinate morali di Brutti, sporchi e cattivi (1974) di Ettore Scola, mentre la trama riecheggia quella dei Soliti ignoti  (1958) di Mario Monicelli. è un film che nel complesso funziona, al netto di momenti più gratuiti e meno efficaci di altri, e pur andando un po' a corrente alternata.

Torniamo a Napoli con Gatta Cenerentola, film d'animazione realizzato dalla Mad Entertainment e diretto da Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Davide Sansone, già autori nel 2013 de L'arte della felicità, toccante favola già pietra miliare dell'animazione contemporanea italiana. è una versione futuristica e cyberpunk di Cenerentola, dal grande fascino visivo e che cerca di unire l'impatto poetico della favola e del tratto grafico con la concretezza della denuncia dei mali atavici della città partenopea: in buona parte riuscendoci. è un'opera ambiziosa, a livello narrativo come a livello grafico (si noti, quando lo guarderete, lo splendido lavoro sui pulviscoli e l'horror vacui che caratterizza il relitto della nave in cui il film è ambientato), soprattutto se la inseriamo nel panorama dell'animazione italiana contemporanea. Ambizioni che, come spesso accade, diventano sia il punto di forza che il punto debole dell'opera, talvolta magica e poetica e talaltra ridondante e macchinosa, in particolare a causa dei dialoghi, vero punto debole del film. Nel complesso però i pro sono decisamente più dei contro.

Da Venezia74 tre film di genere che parlano dei mali di Roma e Napoli: Ammore e malavita, Brutti e cattivi e Gatta Cenerentola


Edoardo Peretti Edoardo Peretti