Switch on Future è un’associazione culturale che valorizza e sostiene gli artisti nella realizzazione del loro percorso, favorendone l’incontro con il pubblico.

Attraverso la nostra attività offriamo spazi di espressione e di confronto, creando una rete tra talenti.

I canali attraverso cui operiamo sono:


switchonfuture.it, il giusto spazio alla qualità

Il nostro portale ha una doppia funzione: quella di permettere agli artisti di creare gratuitamente un proprio portfolio e quella di costituire un punto di riferimento per il pubblico curioso di scoprire nuovi talenti. Uno staff qualificato recensisce le opere più interessanti, dando visibilità a quelle ritenute più meritevoli.

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Chiamata alle arti, il nostro festival annuale

Ogni anno raccogliamo le migliori esperienze incontrate tramite il sito e in giro per l'Italia, proponendole in un unico grande festival. Musica, fumetto, letteratura, arti figurative, teatro e cinema: a ciascuna disciplina viene dedicato il suo spazio, e per ciascuna sono previsti momenti di approfondimento con esperti.

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Gli eventi e le altre attività

Tante sono le attività organizzate nel corso dell’anno: mostre, concerti, rassegne, workshop, reading… realizziamo la maggior parte dei nostri eventi tra Bra e Torino, dove Switch on ha le sue due sedi. Ma ci piace moltissimo essere coinvolti in altri festival e iniziative portando il nostro contributo, facendo rete con le altre associazioni e mescolando le nostre esperienze.

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La storia


Gli inizi. Così, con un tocco drammatico, amavamo raccontarci agli inizi della nostra attività associativa, nel lontano 2012:

Uno spettro s'aggira per l'Europa, lo spettro dello spread. Tagli alle stagioni teatrali, tagli al cinema, il mondo dell'arte e della musica sono ugualmente in ristrettezze. Nonostante recenti ricerche economiche affermino la convenienza di investimenti in intrattenimento culturale, risultano sempre più povere le occasioni di imbattersi in esibizioni di un certo tipo, oltre che di qualità.

Una notte del maggio 2011 un allora laureando in informatica ed un diplomando in conservatorio riflettevano che sarebbe più facile e bello essere giovani se ci fossero maggiori occasioni di portare arte e musica nelle proprie vite. Un buon concerto è una delle migliori alternative esistenti al sedersi in un pub con una "media" in mano e il Niente da fare.

Ma le loro voci furono ignorate dai governanti e, complice la crisi, la birra divenne piccola, mentre di concerti e mostre se ne vedono sempre meno. Gli spettacoli teatrali continuarono ma gli organizzatori, costretti ad aumentare a dismisura i prezzi di ingresso, non fecero altro che allontanare le nuove generazioni.

I baldi giovani decisero che le cose dovevano cambiare e così si dissero: l'unica cosa da fare è investire su chi ama l'arte e la fa a dispetto delle mode e delle logiche di mercato. Se non vogliamo morire di buone intenzioni e disponibili ad i soli capricci di quella o quell'altra major o sponsor dobbiamo inventarci qualcosa. Nasceva così il progetto Switch on Future.

Com’è proseguita? Da quella notte di maggio a oggi, lo spirito è rimasto lo stesso, ma diverse cose sono cambiate. Moltissime persone hanno aderito e si sono riconosciute nel progetto di Switch on Future, facendo sì che il nostro gruppo crescesse non soltanto in termini di iscritti, ma anche dal punto di vista qualitativo, con sempre più associati che hanno deciso di portare le loro competenza, la loro passione e la loro professionalità all’interno del progetto. A partire dal 2015 abbiamo espanso anche i nostri confini geografici, dando vita alla sezione distaccata di Torino.

Abbiamo capito che scegliere il nome “Switch on Future” senza “the”, forse suona meglio, ma è stato comunque un errore (letteralmente!).

Com’è finita? Per ora non è dato sapere. Il piano è quello di diventare ricchissimi e famosi occupandoci di arte indipendente, cosa che non ci è ancora riuscita del tutto, ma ci stiamo lavorando.